Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

A scuola da Molière

Moliere

“CRISTALDO
Dunque, siete venuto qui per sposarvi?
ARNOLFO
Sì, voglio concludere la cosa per domani.
CRISALDO
Siamo qui soli, e mi pare che possiamo parlarne senza paura d’essere ascoltati. Volete che in tutta amicizia vi apra il mio cuore? Questo vostro progetto mi fa tremare di paura: perché, in qualsiasi modo mettiate le cose, prender moglie nel caso vostro è una faccenda piuttosto temeraria.
ARNOLFO
Forse la verità, amico mio, è che pensando alla vostra famiglia trovate motivo di preoccuparvi per la mia; ed è la vostra fronte, credo, che vi fa pensare che le corna siano l’immancabile corollario del matrimonio.”
(Molière, “La scuola delle mogli”, ed. Bur)

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