Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Voli separati” (Andre Dubus)

Dubus_Voli

“Doveva aver smesso di amarlo molto prima di quanto fosse disposto ad ammettere, e poi continuando a ingannare se stessa riguardo ai propri sentimenti su Lee, aveva smesso di credere nell’amore in generale, attrezzandosi in questo modo per chiudere il cerchio e dirsi che non lo amava. Così era più facile da sopportare: sospettavi che qualcosa fosse morto dentro le pareti di casa tua, e allora ti guardavi attorno e vedevi che era morto da tempo nella casa di chiunque altro; e a quel punto eri libera di tornare in casa tua, guardare sotto il letto e trovarci, inevitabilmente, un cadavere.”
(Andre Dubus, “Voli separati”, ed. Mattioli 1885)

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4 pensieri su ““Voli separati” (Andre Dubus)

  1. Non conosco questo autore. Ti sta piacendo il libro?

  2. L’ ho letto recentemente. Molto bello, molto intenso, articolato e profondo.

  3. Nosce Sauton in ha detto:

    “aveva smesso di credere nell’amore in generale, attrezzandosi in questo modo per chiudere il cerchio” e riuscire ad accettare di aver smesso di amarlo… Stupenda descrizione dei nostri giochi esistenziali.
    Ho giusto pubblicato oggi l’idea di Dostoevskij sull’onestà con se stessi.

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