Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“La donna mancina” (Peter Handke)

handke

La donna a un tratto si arrestò, scosse il capo. Bruno, che era un pezzetto avanti, si voltò a guardarla interrogativo. Lei disse: “Niente, niente” e scosse di nuovo il capo. Guardò Bruno a lungo, come se la vista di lui l’aiutasse a riflettere. Allora egli le si accostò ed essa trasferì lo sguardo sugli alberi e i cespugli imbrinati del parco, cui il vento mattutino dava ora delle fugaci scosse.

La donna disse: “Mi è venuta una strana idea; anzi non proprio un’idea, una specie di…illuminazione. Ma non voglio parlarne. Andiamo a casa, Bruno, in fretta. Devo accompagnare a scuola Stefano”. Voleva andare avanti, ma Bruno la trattenne: “Guai se non lo dici”.

La donna: “Guai a te se lo dico”. Ma qui doveva ridere dell’espressione. Rimasero un pezzo a guardarsi, dapprima non sul serio, poi con nervosismo, con spavento, infine con risolutezza.

Bruno: “Ecco, adesso dillo”.

La donna: “Ho avuto all’improvviso l’illuminazione” – anche di questa parola dovette ridere – “che tu te ne vada via da me, che tu mi lasci sola. Sì, è questo: va’ via, Bruno. Lasciami sola”.

Dopo un po’ Bruno prese a tentennare la testa, levò le braccia a mezz’aria e chiese: “Per sempre?”.

La donna: “Non lo so. Ma per andare andrai e mi lascerai sola”. Tacquero.

(Peter Handke, “La donna mancina”)

Non avevo mai letto nulla di Peter Handke, scrittore austriaco tuttora in attività, ma l’avevo conosciuto grazie alla poesia contenuta nel film “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders, regista con il quale lo scrittore ha avuto altre collaborazioni. Leggendo le sue biografie, ho scoperto che Handke fu, specie all’inizio della carriera, uno sperimentatore del linguaggio piuttosto originale e critico nei confronti degli autori più in voga all’epoca. Non ho letto nulla e quindi non posso esprimere un parere su quel periodo (parere che, sia detto tra noi, non è indispensabile per l’umanità, come il presente articolo).

“La donna mancina”, invece, è stato scritto da Handke nel 1976 e rientra in canoni abbastanza tradizionali, non c’è, da un punto di vista stilistico, alcuna stranezza o provocazione, tutto è abbastanza minimale, il che non è un difetto. Dialoghi concisi, descrizioni secche e prive di svolazzi, che pure riescono a farci percepire il clima nel quale si svolge la vicenda. La protagonista è Marianne, che un giorno, all’improvviso, dopo aver accolto il marito, che tornava dall’estero, e dopo aver passato con lui una notte d’amore, gli chiede, all’apparenza senza alcun motivo fondato, di andarsene di casa e lasciarla da sola con il figlio di otto anni. Il marito accetta e per la donna comincia un percorso volto a riappropriarsi della libertà, che però, inevitabilmente, coincide con la solitudine e con i problemi anche pratici che deve affrontare per vivere.

Il romanzo è talmente breve che non è necessario svelare oltre la trama, aggiungo solo che ho apprezzato l’abilità di Handke di evocare le emozioni dei personaggi senza tanti fronzoli ma con la semplice descrizione di gesti, sguardi, delle parole non-dette. In definitiva, un bel romanzo breve, che si legge tutto di un fiato, gradevole, sebbene, devo aggiungere in tutta onestà, non credo che resterà nella mia memoria per molto tempo. Dal romanzo è stato tratto anche un film, diretto dallo stesso Peter Handke.

“L’essere soli causa la più gelida, la più repellente delle sofferenze: quella dell’inesistenza. Ecco perché ci vuole della gente che ti faccia capire che non sei andato ancora del tutto a male”.

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12 pensieri su ““La donna mancina” (Peter Handke)

  1. è uno dei miei preferiti, wenders aveva già fatto tratto da uno sei suoi primi libri La paura del portiere prima del calcio di rigore, che ti consiglio insieme a Storie del dormiveglia e L’ambulante

    • “La paura prima del calcio di rigore” mi ha incuriosito già leggendo la biografia di Handke, ho cercato il film ma finora senza successo. Grazie per le altre due “dritte”. 🙂

  2. Trovo che sia fortemente espressivo anche con pochi tocchi, il dialogo che hai riportato è denso di significato e al contempo naturale. Molto interessante…

    • Sì, tutto il romanzo (o racconto lungo) è così. Mi ripeto, non entrerà nel mio immaginario Olimpo di romanzi, ma l’ho apprezzato, anche perché diversamente non avrei sprecato tempo a scrivere l’articolo. 🙂

      • Ahaha! certo 🙂 personalmente scriverei solo di quello che mi piace e di fatto leggo solo quello che mi piace (visto che ora posso), anche se ammetto di aver letto Il danno e di essermene amaramente pentita. Peggio di un romanzetto Harmony, se si eccettua forse mezza frase o poco più…

      • Io, nei limiti della mia incostanza, mi sono prefisso, su questo blog, di scrivere solo “per” determinati libri e non “contro”, finora ci sto riuscendo. Capita anche a me, ovviamente, di leggere qualcosa e non gradirlo (eufemismo), a quel punto non vedo perché dovrei consigliarlo (a rigore di logica, neanche su quelli che mi sono piaciuti è richiesta, dal mondo, la mia opinione 🙂 )
        “Il danno” non l’ho letto, quindi taccio, per non fare danni, appunto. 🙂

      • Giusto 🙂 anche su “Il danno” (chiosa carina)

      • Ricordo di aver visto, tanti anni fa, parte del film, ma scopro solo adesso che la regia dello stesso è di Louis Malle, del quale ho apprezzato altri film. Chissà, magari lo rivedrò, ispirato da questa tua citazione letteraria.

      • ..sai cosa, io il film non l’ho visto… quasi quasi lo cerco e me lo guardo. Contavo molto sul libro, ma l’ho trovato un pochetto forzato. Ho il sospetto che il film sia meglio, se non altro i protagonisti sono eccellenti attori (voglio dire, la Binoche) e reciteranno una parte meglio di come ho immaginato i movimenti dei personaggi di carta!

      • Le recensioni che ho letto sul web non sono male, per il film intendo. Nel caso “i movimenti” dovessero soddisfare le tue aspettative, fammi sapere 😀

      • Volentieri! ah, e per inciso, le recensioni sul web del libro sono in molti casi perfino entusiastiche. Per cui potrebbe essere che il suddetto piaccia. Poi, ho trovato anche gente che la pensa come me, e ci sono andati anche parecchio pesanti. Buona serata ordunque 🙂

      • De gustibus…:)
        Buona serata anche a te. 😀

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