Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

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I miei 35 motivi semiseri per amare la Letteratura

Sono immerso nella lettura della “Critica della ragione pura” di Kant e quindi ho meno tempo a disposizione per leggere altro o scrivere articoli. Ho pensato, così, di “barare”, ripubblicando un mio vecchio articolo, scritto e pubblicato marzo. All’epoca il mio blog era molto meno seguito, ma a qualcuno piacque questa mia lista semiseria. La propongo anche a chi mi “segue” da meno tempo. Spero che voi abbiate altrettanti e maggiori motivi di amare la Letteratura. 🙂

  • perché quando sono in fila alla posta, dal dottore o altrove posso attendere il mio turno senza morire di noia
  • perché l’ultima pagina de “La nausea” di Sartre mi fece piangere
  • perché ogni anno, il 19 marzo, quando nel mio paese accendono i fuochi per la festa di S. Giuseppe, penso al finale de “La luna e i falò” di Pavese
  • perché leggendo non ho scoperto il senso della vita, ma ho scoperto che anche se non c’è alcun senso “bisogna immaginare Sisifo felice”
  • perché quando mi chiedi un consiglio di lettura, anche se vorrei baciarti romanticamente in riva al mare o fare sesso selvaggio con te nel bagno di un pub, io ti consiglio qualcosa e non capisco mai se ho fatto bene a tacere tutto il resto
  • perché la villetta comunale del mio paese certe volte mi è sembrata davvero Pietroburgo
  • perché posso fare un elenco come questo
  • perché un giorno un bibliotecario mi disse che ero una delle persone più interessanti che aveva visto, che stavo seguendo un certo percorso che mi avrebbe portato…e non finì la frase, al che sospettai che alludesse alla pazzia
  • perché in fondo adoro il pensionato rompiballe che mi ripete da decenni che leggo troppo
  • perché se passeggio senza un libro in mano, mi sento come se non portassi le mutande
  • perché mi rendo conto di quanto sia ridicolo passeggiare sempre con un libro in mano
  • perché quando vedo su un treno una ragazza che legge un libro, penso sempre che potrei innamorarmi
  • perché mio nonno ha vissuto benissimo senza leggere tanti libri, probabilmente era una persona “migliore” di me, e mi diceva sempre di mettermi al sole per leggere
  • perché mi piace Continua a leggere…
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Etica (Baruch Spinoza)

“Ma l’esperienza insegna più che a sufficienza che nulla gli uomini hanno meno in potere della propria lingua, e niente sono meno capaci di fare che moderare i propri desideri; per questo i più credono che noi possiamo fare liberamente solo quelle cose che desideriamo con poco ardore, perché il desiderio di tali cose può essere facilmente frenato dal ricordo di un’altra cosa di cui spesso ci ricordiamo, e non quelle cose che desideriamo con una grande intensità che non può essere smorzata dal ricordo di un’altra cosa. Tuttavia se non sapessero per esperienza che noi facciamo molte cose di cui dopo ci pentiamo, e che spesso, quando siamo in conflitto fra affetti contrastanti, vediamo il meglio e seguiamo il peggio, niente impedirebbe loro di credere che noi facciamo tutto liberamente. Così il bambino crede di desiderare liberamente il latte, il fanciullo adirato la vendetta, il pauroso la fuga. Anche l’ubriaco crede di dire per libero decreto della Mente certe cose che dopo, da sobrio, vorrebbe aver taciuto: così il delirante, la chiacchierona e il bambino e moltissimi altri uomini del genere credono di parlare per libero decreto della Mente, mentre invece non sono capaci di contenere l’impulso che hanno di parlare, cosicché l’esperienza insegna, non meno chiaramente della ragione, che gli uomini credono di essere liberi solo perché sono consapevoli delle loro azioni e ignari delle cause da cui sono determinati; e inoltre perché i decreti della Mente non sono altro che gli appetiti stessi e perciò variano a seconda delle disposizioni del Corpo”.

(Baruch Spinoza, “Etica”, parte III, proposizione II, scolio)

Nella mia indagine sul tema “libertà o necessità”, frammentaria e destinata a non avere mai sbocchi definitivi, dopo aver letto “La filosofia della libertà” di Rudolf Steiner, ho ritenuto opportuno leggermi l’“Etica” di Spinoza, che con una semplificazione estrema potrei definire “filosofo della necessità”.

Questo testo era da anni nel mio “programma di letture”, anche perché spesso richiamato da altri autori letti negli ultimi anni, per esempio Nietzsche o lo stesso Steiner. Sia che ne criticassero le tesi (per esempio Steiner nel libro citati prima confuta proprio parte del passaggio che ho riportato), sia che le condividessero, ciascuno riconosceva a Spinoza una grandezza di pensiero con la quale bisognava, in ogni caso, confrontarsi.

Per ciò che riguarda il contenuto dell’“Etica”, rimando all’ottimo saggio di Remo Cantoni che apre l’edizione UTET (all’interno della quale c’è anche il “Trattato teologico-politico”). Cantoni traccia un ritratto completo e minuzioso di Spinoza, Continua a leggere…

Galeotto fu Lucrezio che lo scrisse (anche nei deserti si fanno degli incontri)

Nelle favole può accadere che anche nel bel mezzo di un deserto, qual è una strada provinciale a fine settembre, si possa incontrare ciò che per comodità espositiva chiamiamo ‘amore’. L’esperienza insegna che le favole sono per l’appunto tali, e in mancanza di dimostrazioni contrarie è meglio attenersi al monito gogoliano e non fidarsi troppo della “Prospettiva Nevskij”. Tuttavia, se di Principi, Principesse, Diavoli o Diavolesse non v’è traccia, si consideri che su tali lande desolate possono palesarsi figure che appagano bisogni intellettivi non meno stringenti di quelli della carne.

Seduti su un enorme vaso di pietra posto sull’isola pedonale che pedoni non prevede, avete appena alzato lo sguardo dall’“Etica” di Spinoza, quando ecco che si avvicina l’arzillo vecchietto, proprio quello che qualche tempo fa vi ha approcciato timidamente per chiedervi cosa stavate leggendo, e che scorgendovi un Nietzsche tra le mani vi ammonì, bonariamente, avvertendovi che la mente umana, quando vuole oltrepassare troppo in fretta certi limiti, rischia il collasso. Ed ora eccolo qui, con il suo sorriso appena accennato.

– Cosa leggi, giovanotto?

Gli mostrate Spinoza e lui, con ammirazione che pare sincera, si complimenta con voi, vi loda perché, dice, ha capito che vi piace porvi domande, interrogarvi sull’esistenza. Voi ringraziate, dite che può darsi che sia così, o magari che la lettura sia ‘solo’ un piacere effimero. Poi, improvviso, lui estrae dalla sua memoria un aneddoto, all’apparenza del tutto slegato dal discorso contingente.

– Sai, anch’io un tempo leggevo molto, ora un po’ di meno, ma ricordo molte cose. Per esempio, oltre vent’anni fa lessi “Sulla natura” di Lucrezio.

Qui restate colpiti, quasi come quando avvertite i primi tremori di una potente passione Continua a leggere…

I miei 35 motivi semiseri per amare la Letteratura

  • perché quando sono in fila alla posta, dal dottore o altrove posso attendere il mio turno senza morire di noia
  • perché l’ultima pagina de “La nausea” di Sartre mi fece piangere
  • perché ogni anno, il 19 marzo, quando nel mio paese accendono i fuochi per la festa di S. Giuseppe, penso al finale de “La luna e i falò” di Pavese
  • perché leggendo non ho scoperto il senso della vita, ma ho scoperto che anche se non c’è alcun senso “bisogna immaginare Sisifo felice”
  • perché quando mi chiedi un consiglio di lettura, anche se vorrei baciarti romanticamente in riva al mare o fare sesso selvaggio con te nel bagno di un pub, io ti consiglio qualcosa e non capisco mai se ho fatto bene a tacere tutto il resto
  • perché la villetta comunale del mio paese certe volte mi è sembrata davvero Pietroburgo
  • perché posso fare un elenco come questo
  • perché un giorno un bibliotecario mi disse che ero una delle persone più interessanti che aveva visto, che stavo seguendo un certo percorso che mi avrebbe portato…e non finì la frase, al che sospettai che alludesse alla pazzia
  • perché in fondo adoro il pensionato rompiballe che mi ripete da decenni che leggo troppo
  • perché se passeggio senza un libro in mano, mi sento come se non portassi le mutande
  • perché mi rendo conto di quanto sia ridicolo passeggiare sempre con un libro in mano
  • perché quando vedo su un treno una ragazza che legge un libro, penso sempre che potrei innamorarmi
  • perché mio nonno ha vissuto benissimo senza leggere tanti libri, probabilmente era una persona “migliore” di me, e mi diceva sempre di mettermi al sole per leggere
  • perché mi piace Continua a leggere…

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