Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

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“Gli esami non finiscono mai” (Eduardo De Filippo)

de filippo

STANISLAO        Caro Speranza, mettetevi bene in mente questo: una volta laureato bisogna dare alla società conto e ragione di questa laurea. Voi, in fondo, laureandovi, non avete fatto altro che impiantare una regolare contabilità con tanto di libro mastro, nel quale gli altri, non voi, si prenderanno la briga di segnare le entrate e le uscite dei meriti e dei demeriti che via via si verificheranno durante il vostro impegno di professionista, marito e padre di famiglia.

GUGLIELMO     (con gli occhi sbarrati) E fino a quando?

GIROLAMO        Fino a quando quel tale “pezzo di carta” non sarà diventato per riconoscimento popolare una vera e propria laurea.

STANISLAO   E ricordate che soltanto pochi privilegiati riescono a raggiungere il traguardo.

GIROLAMO        Gigliola è figlia unica, non vi dico altro.

GUGLIELMO      Naturalmente.

GIROLAMO     Troverete giusto che di tanto in tanto mio cognato e io ci permetteremo di rivolgervi qualche domanda.

GUGLIELMO      Risponderò a cuore aperto. Continua a leggere…

La Speranza

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L’espérance è il titolo di un quadro di Puvis de Chavannes nel quale la Speranza, casta e angolosa, con in mano un ramoscello verde tenero, siede sopra un panno bianco. Sullo sfondo, appena accennate, alcune croci nere; in lontananza – plastica e marcata – una rovina; sopra La Speranza – una rosea striscia di cielo crepuscolare perché è sera, è tardi, e la notte sta per calare. Benché non appaia sul quadro – la notte verrà! Calerà sul quadro della Speranza e sulla stessa fanciullesca speranza, tingerà di nero quel ramoscello e lo farà seccare.

Ma è solo un quadro. Lo butta via.

(Ingeborg Bachmann, “Il trentesimo anno”)*

(Non conoscevo né il quadro né il pittore. L’ignoranza è una brutta bestia, ma “c’è tanto da imparare”. Sapevo, però, che la Speranza di solito non fa una bella fine)

*Sto proseguendo nella lettura del libro della Bachmann. Poi ne scriverò più a lungo, ma ve lo (ri)consiglio sin da adesso.

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