Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

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Intervista a Roberto Bolaño (1988, dalla tv cilena)

Sto leggendo “2666” di Roberto Bolaño e ne sono letteralmente rapito. Mi era già piaciuto il primo incontro con lui, cioè “I dispiaceri del vero poliziotto”, sul quale ho già scritto su questo blog.

In attesa di scrivere le mie impressioni su “2666”, pubblico un’intervista che ho trovato su youtube. Da quel che ho letto nelle note sottostanti ai video su youtube, l’intervista risale al 1988, per la trasmissione “Off the record” della tv cilena; è, dunque all’epoca in cui “2666” non era stato ancora pubblicato. I libri di Bolaño citati nell’intervista non li ancora letti, ma rimedierò a breve. Intanto offro anche a voi la possibilità di conoscere meglio quest’autore, che tra l’altro, nel secondo video, quasi a volermi accattivare ancora di più, ricorda la scoperta del romanzo “La caduta” di Albert Camus.

Un sentito ringraziamento alla persona che ha tradotto e pubblicato questi video. L’intervista è suddivisa in sei video, il primo è un’introduzione, nelle altre parla lo scrittore.

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Pavese “lettore ideale” di Calvino

calvino

Sto leggendo “Sono nato in America…Interviste 1951 – 1985”, un libro nel quale sono raccolte centouno interviste di Italo Calvino, rilasciate nei decenni indicati nel titolo. Il volume è corposo, sono oltre 650 pagine, ed è molto interessante per chi volesse approfondire la conoscenza dello scrittore. I temi trattati sono molto diversi tra loro e personalmente sto saltando alcune sezioni che al momento m’interessano di meno, per esempio quelle di carattere più politico. Molto più interessanti, per me, sono le interpretazioni, spiegazioni, commenti, precisazioni che Calvino fa circa i suoi scritti, spesso a distanza di molti anni; ancora più attraenti, ai miei occhi, le pagine nelle quali ci sono domande e risposte sul cinema, sulla scrittura e la lettura e su colleghi contemporanei a Calvino o da lui distanti nel tempo. Non possono mancare riferimenti alla Resistenza, che, a suo dire, lo mise al mondo come scrittore.

Ho scelto di accompagnare questa breve e inesaustiva presentazione con una risposta che Calvino dette nel 1959 al quotidiano “Il Giorno”, perché nella stessa Calvino ricorda Pavese, suo collega scrittore ma anche suo primo lettore, nonché fervente lavoratore presso la Einaudi. A Pavese sono legato da un affetto particolare e che non saprei neanche spiegare bene e che infatti non provo a spiegare, lasciandovi alla risposta di Calvino.

La domanda era: Uno dei primi che scrisse di lei fu Cesare Pavese. E lei lavorò accanto a Pavese nella casa editrice Einaudi, e ha curato l’edizione dei suoi libri postumi. A nove anni dalla morte, è a suo parere sempre operante la lezione morale e poetica dello scrittore scomparso?

Calvino rispose: Conobbi Pavese dal ’46 al ’50, anno della sua morte. Continua a leggere…

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