Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Archivio per il tag “fotografia”

“La fotografia è la più grande sciagura del ventesimo secolo…” (Thomas Bernhard)

img_20161217_211801

“Disprezzo quelli che fotografano di continuo e girano tutto il tempo con la macchina fotografica appesa al collo. Sono alla continua ricerca di un soggetto e fotografano tutto, anche le cose più insensate. Non hanno altro in testa, di continuo, se non di esibire se stessi e sempre nella maniera più ripugnante, senza però esserne consapevoli. Nelle loro foto catturano un mondo perversamente deformato, che col mondo vero non ha niente in comune se non la perversa deformazione di cui si sono resi colpevoli. Fotografare è una mania meschina da cui è contagiato a poco a poco l’intero genere umano, perché della deformazione e della perversità è non solo innamorato, ma addirittura pazzo e col tempo, a forza di fotografare, scambia in effetti il mondo deformato e perverso per l’unico vero. Quelli che fotografano commettono uno dei crimini più meschini che si possano commettere, perché nelle loro fotografie trasformano la natura in uno spettacolo perverso e grottesco. Nelle loro fotografie le persone sono marionette ridicole, stravolte, anzi storpiate fino a diventare irriconoscibili, che, ottuse e disgustose, fissano spaventate il loro ignobile obiettivo. Fotografare è una passione abietta da cui sono contagiati tutti i continenti e tutti gli strati sociali, una malattia da cui è colpita l’intera umanità e da cui non potrà mai più essere guarita. L’inventore della fotografia è l’inventore della più disumana di tutte le arti. A lui dobbiamo la definitiva deformazione della natura e dell’uomo che in essa vive, ridotti alla smorfia perversa dell’una e dell’altro. Non ho mai visto in una fotografia una persona naturale, ossia vera e reale, come non ho mai visto in una fotografia una natura vera e reale. La fotografia è la più grande sciagura del ventesimo secolo. Guardare fotografie mi ha sempre nauseato, più di ogni altra cosa.”

(Thomas Bernhard, “Estinzione”, ed. Adelphi)

“Blow up” di Antonioni e Julio Cortázar

 

(Quando vidi “Blow up” non sapevo neanche dell’esistenza di Julio Cortázar, quindi nemmeno mi accorsi/lessi che Antonioni aveva tratto ispirazione dal racconto “Le bave del diavolo”, appunto di Cortázar. Poco fa ho letto il racconto e, insomma, ora so questa cosa.)

“I due primi giorni accettai quello che avevo fatto, dalla foto in sé fino all’ingrandimento sulla parete, e non mi domandai neppure perché interrompevo ad ogni momento la traduzione del trattato di José Norberto Allende per ritrovare il viso della donna, le macchie oscure sulla spalletta. La prima sorpresa fu stupida; non mi era mai capitato di pensare che quando guardiamo una fotografia di fronte, gli occhi ripetono esattamente la visione e la posizione dell’obiettivo; sono cose queste che si danno per scontate, e nessuno si sofferma a ripensarle. Dalla mia sedia, con la macchina per scrivere davanti, fissavo la foto lì a tre metri di distanza; e allora mi venne in mente che mi ero esattamente nel punto di mira dell’obiettivo. Così andava bene; senza dubbio era il modo migliore per apprezzare una foto, anche se la visione in diagonale poteva avere i suoi incanti e magari anche le sue sorprese. Di tanto in tanto, per esempio quando non trovavo il modo di rendere in buon francese quello che José Norberto Allende diceva in così buon spagnolo, alzavo gli occhi e guardavo la foto; ora mi attirava la donna, ora il ragazzo, ora il selciato, su cui una foglia secca si era ammirevolmente situata per valorizzare un settore laterale. Allora riposavo un istante dal mio lavoro, e rientravo una volta di più in quella mattina che permeava la fotografia, ricordavo ironicamente l’immagine collerica della donna che esigeva la consegna della pellicola, la fuga ridicola e patetica del ragazzo, l’entrata in scena dell’uomo dalla faccia bianca…”

(Julio Cortázar, “Le bave del diavolo”, in “I racconti”, ed. Einaudi)

Navigazione articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: