Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

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“Il muro” (Jean-Paul Sartre)

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“In quel momento ebbi l’impressione che tutta la mia vita mi fosse davanti e pensai: <<È una sporca menzogna>>. Essa non valeva nulla dal momento che era finita. Mi chiedevo come avessi potuto andare in giro, scherzare con le ragazze: non avrei mosso neppure il dito mignolo se soltanto avessi potuto immaginare che sarei morto così. La mia vita era davanti a me, chiusa, sigillata come una borsa, eppure tutto ciò che vi era dentro era incompiuto. Un istante cercai di giudicarla. Avrei voluto potermi dire: è una bella vita. Ma non si poteva formulare un giudizio su di essa, era un abbozzo; avevo passato il mio tempo a rilasciar cambiali per l’eternità, non avevo capito niente. Non rimpiangevo nulla: vi erano un mucchio di cose che avrei potuto rimpiangere, il sapore dei manzanilla o i bagni che facevo in estate in una piccola conca vicino a Cadice; ma la morte aveva privato ogni cosa del suo incanto.”

(Jean-Paul Sartre, “Il muro”, ed. Einaudi)

“Officina Einaudi” (Cesare Pavese)

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Nel 2008, a cento anni dalla nascita di Cesare Pavese, Einaudi ha pubblicato “Officina Einaudi”, una raccolta di lettere relative al lavoro che Pavese svolse presso la casa editrice, con particolare riferimento al decennio 1940 – 1950. Per chi non lo sapesse, infatti, Pavese, oltre che scrittore e poeta, era anche, se non soprattutto, uno scrupoloso e autorevole collaboratore dell’Einaudi e il carteggio riportato in questo volume testimonia appunto questa sua veste. Salvo qualche sporadico cenno non troviamo riferimenti alla sua vita personale, come invece nel drammatico diario “Il mestiere di vivere”, e nemmeno rimandi alle sue opere di romanziere e poeta, se non in alcuni passaggi, allorché si tratta di pubblicare gli stessi.

Il titolo della raccolta, del resto, ci fa comprendere come l’idea dei curatori sia stata proprio quella di farci entrare nell’officina culturale che rappresentò l’Einaudi in quel periodo storico, attraverso le lettere che Pavese scambiò con Giulio Einaudi e con altri collaboratori quali Elio Vittorini, Giaime Pintor, Carlo Muscetta, Norberto Bobbio, Natalia Ginzburg e altri. Continua a leggere…

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