Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

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“L’airone” (Giorgio Bassani)

airone

“Lo guardava pieno di ansia, immedesimandosi totalmente. Per quale motivo Gavino aveva sparato? E perché non si alzava in piedi adesso, e non tirava un altro colpo, quello di grazia? Non era questa la regola? E la cagna? Che cosa temeva, Gavino: che l’airone, non ancora dissanguato a sufficienza, potesse servirsi del becco per difendersi? E l’airone? Che cosa avrebbe fatto? Aspettare, va bene. Ma che cosa, e fino a quando? Si sentiva la testa confusa, sbalordita, affollata di domande che non ricevevano risposta. Passarono così tanti minuti. Finché, improvvisamente, si rese conto che l’airone si era mosso”.

(Giorgio Bassani, “L’airone”, ed. Universale Economica Feltrinelli)

Su queste pagine Giorgio Bassani non è molto presente, anzi direi che è quasi assente, perché lessi le sue opere molti anni fa, apprezzandole. Tra i titoli, segnalo il “Il giardino dei Finzi-Contini”, “Gli occhiali d’oro” e le “Storie ferraresi”.  “L’airone” è un romanzo breve che non conoscevo e che ho trovato in libreria. La storia è ambientata sempre nella provincia di Ferrara, Continua a leggere…

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“Il taglio del bosco” (Carlo Cassola)

cassola

“In mezza giornata non avevano scambiato dieci parole; ma il lavoro aveva sopperito alla mancanza di compagnia. Peggio furono i due giorni seguenti, perché vollero rispettare sia il Natale che la domenica. La prospettiva di una giornata vuota fece sì che la mattina di Natale Guglielmo si alzasse il più tardi possibile. Bevuto il caffè, rimasero per un paio d’ore seduti sul letto l’uno di fronte all’altro. Ogni tanto Fiore attizzava il fuoco. Guglielmo fumò tre o quattro sigarette, ma un incipiente mal di testa (egli vi andava soggetto) lo costrinse a smettere. Ed erano appena le nove di mattina.

– Sarei andato volentieri a casa, ma dopo la disgrazia della moglie…- cominciò.

Una specie di grugnito costituì la risposta di Fiore, scoraggiando l’altro a proseguire.

Il fuoco si stava spegnendo. Guglielmo pesticciò torno torno la cenere, quindi uscì fuori; sbadigliò, fece due passi per la tagliata. Non c’era proprio nulla da fare, nulla a cui pensare”.

(Carlo Cassola, “Il taglio del bosco”)

Il taglio del bosco”, romanzo breve di Carlo Cassola, è un piccolo gioiello che dimostra come si possa fare della letteratura di livello senza ricorrere a una trama ricca di colpi di scena, a un linguaggio ricercato o a scene-madri memorabili. La vicenda narrata riguarda un gruppo di cinque boscaioli, che si recano su un monte della Maremma toscana per tagliare la legna, guidati da Guglielmo, colui che ha ottenuto il diritto per eseguire i lavori e che è il perno della storia. Giorgio Bassani, grande scrittore (del quale vi consiglio, ad esempio, “Il giardino dei Finzi-Contini”, “Le storie ferraresi” e “Gli occhiali d’oro”), scrive, nell’introduzione al testo, che nel romanzo di Cassola “vige la poetica in base a cui nulla veramente accade che possa essere raccontato, e ogni sentimento, per quanto profondo e doloroso sia, in realtà è ineffabile”.

Bassani ha colto quella che anche a mio (molto più modesto) parere è l’essenza del libro di Cassola, cioè l’impossibilità di condividere il proprio dolore attraverso le parole, nonché l’ineluttabilità dello stesso. I cinque taglialegna Continua a leggere…

Il Governo Letterario

E dopo il Governo tecnico? In attesa di una “ridefinizione del quadro politico nazionale alla luce dell’esperienza in atto”, in un’ottica di “valorizzazione delle risorse culturali atte a non disperdere il patrimonio culturale acquisito” e con un occhio semi-aperto sulle prossime “piattaforme programmatiche”, e bla bla bla bla, in attesa di tutto ciò, vi svelo in anteprima quale sarà la mia personale squadra di Governo.

Si tratta di un Governo Letterario. Qui sotto, in esclusiva assoluta per voi, la lista dei Ministri e un brevissimo curriculum vitae di ciascuno dei prossimi titolari di dicasteri. Per informazioni ulteriori cliccate sui link.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Il principe Myskin. Lo spessore morale di tale personaggio è a prova di bomba. L’esperienza del passato l’ha temprato, rendendolo meno vulnerabile. È il momento delle responsabilità per l’ex Idiota.

MINISTRI CON PORTAFOGLIO

  • AFFARI ESTERI

Ulisse. Ha girato abbastanza il mondo, intessendo relazioni a destra, a manca, in alto e in basso, per mari e per monti.

  • INTERNO

Lenore Beadsman. La giovane ragazza ha dimostrato, ne “La scopa del sistema”, un’indomabile volontà nella ricerca della propria nonna scomparsa, non disgiunta da una sensibilità fuori dal comune.

  • GIUSTIZIA

Don Ciccio Ingravallo. La sua carriera è iniziata con “Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana”. Da allora tanta acqua è passata sotto (e anche sopra) i ponti. “Metterò mano alla tanto rimandata Riforma della Giustizia”: che sia una promessa o una minaccia, lo giudicherà la Storia (o la Filosofia, fate voi).

  • DIFESA

Giovanni Drogo. L’esperienza presso la Fortezza Bastiani lo ha edotto sulle più utili, ma soprattutto le più inutili, tecniche di difesa dal Nemico, sia esso esistente o meno.

  • ECONOMIA E FINANZE

Il Banchiere Anarchico descritto da Pessoa. Il soprannome parla da sé, non credo servano delucidazioni ulteriori. Continua a leggere…

Qual è il posto più strano in cui l’avete letto? (Il Kamasutra del lettore)

Questo articolo prende spunto da quello intitolato “I miei 35 motivi per amare la Letteratura”.

Ho pensato ad alcune situazioni della mia esistenza, accomunate tutte dal fatto che avevo un libro tra le mani e che lo stavo leggendo. Non dico che fossero situazioni “strane”, perché i concetti di “stranezza” e di “normalità” sono abbastanza discutibili, tuttavia si trattava certamente di situazioni per me insolite.

Via con l’elenco, stilato facendo ricorso alla mia labile e istintiva memoria. A ciascuna situazione ho cercato di abbinare un libro, che non è quello che stavo leggendo in quel momento (mi preoccuperei se ricordassi anche questo). Non escludo di aggiornare in seguito la lista. E voi, dove l’avete letto? In che posizione del vostro “Kamasutra” da lettore vi siete esibiti?

Quando lavoravo a Trastevere, prendevo ogni mattina il bus “H”, da Termini. Il quarto d’ora che passavo lassù lo spendevo ascoltando musica o leggendo un libro, oltre che per guardare Via Nazionale e le altre meraviglie di Roma. Un giorno ero appoggiato a un finestrino e stavo leggendo. C’era la solita calca, ma riuscivo a estraniarmi dal contesto e leggevo. Notai, accanto a me, un signore in abito elegante, giacca e cravatta. Mi attirò perché credevo che mi avesse rivolto la parola. Ben presto mi accorsi che parlava da solo. Più precisamente, recitava la parte di due personaggi, uno pessimista, disfattista, l’altro propositivo. Il “dibattito” dell’uomo con se stesso, che si svolgeva abbastanza ad alta voce, proseguì per tutta Via Nazionale, fino a Piazza Venezia. Poi l’uomo scese, gesticolando. In mano aveva una valigetta. Mi chiesi dove fosse diretto, magari in qualche ufficio, laddove avrebbe indossato una terza personalità. Ripresi a leggere.

L’estate scorsa decisi di rileggermi tutto Kafka, ma proprio tutto, dai romanzi ai racconti di una pagina. Il fatto è che l’estate scorsa è stata anche quella che più mi ha visto sulle spiagge. Leggersi “Il castello” al mare è stata un’esperienza particolare. Non tanto perché avevo a disposizione cinque centimetri quadrati per posizionarmi; nemmeno perché fossi distratto dalle chiacchiere dei vicini d’ombrellone; e neanche, infine, perché fanciulle più o meno scolpite nella roccia e abbronzate come Briatore potessero mettere in difficoltà i miei ormoni. L’ostacolo più grave da superare era di altra natura. Leggere Kafka al mare è possibile, leggere Kafka al mare quando ci sono 40 gradi comincia a essere più arduo. Più o meno alla fine di ogni due pagine, circa un litro di sudore andava disperso nella sabbia. Ben presto mi accorsi che la passione per la letteratura doveva lasciare spazio alla passione per la vita. In altre parole, capii che non potevo rischiare la disidratazione, pur con tutto l’affetto per Franz. Chiusi le pagine e mi gettai tra le braccia di Poseidone. Continua a leggere…

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