Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

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Arlecchino

“Arlecchino. Maschera della commedia dell’arte. Lo si fa risalire ad Hellequin, tipo comico del diavolo nelle rappresentazioni medievali francesi. Apparsa in teatro nella seconda metà del 16° sec., la figura di A. assunse progressivamente rilievo e nel Settecento diventò una delle maschere più vivaci e caratteristiche, grazie anche al particolare costume (giacca e pantaloni aderenti, tappezzati di triangoli rossi, verdi, gialli, azzurri disposti a losanghe). Raffigura il servo ignorante e astuto, sempre affamato. Parla un linguaggio licenzioso e rudemente espressivo, che con il tempo si è fatto più castigato.”

(dal sito Treccani.it)

Nella foto il bambino è vestito da Arlecchino. Sua madre lo aveva vestito così, per quel Carnevale. Lui non aveva opposto resistenze, ma non gli piaceva quell’abito. Non aveva nulla contro Arlecchino, a scuola gli avevano parlato in modo generico di lui, di Pulcinella, di Balanzone e di tutte le altre maschere classiche. Solo tanti anni dopo avrebbe scoperto cosa rappresentava Arlecchino e aveva colto, con evidenza palese, la netta discordanza tra quel vestito e la sua antica timidezza paralizzante, contro la quale aveva combattuto per decenni, fino a liberarsene.

Al bambino, pur inconsapevole di quei significati della maschera, non piaceva proprio quella festa in cui tutti si mascheravano, ma alla mamma non aveva potuto dire di no. Non poteva sapere nel dettaglio, adesso, anni dopo, osservando la foto di sé stesso vestito da Arlecchino, quali pensieri di bambino potevano averlo attraversato quel giorno lontano di tanti anni prima, ma l’immagine mostrava un volto corrucciato, malinconico. Ora, quasi tre decenni dopo quella foto, aveva maturato delle sue convinzioni circa l’aggiungere una maschera a una maschera e si era sempre rifiutato di interpretare un altro, sia pure per un solo giorno all’altro, forse perché quella parola, altro, avrebbe assunto un senso solo quando fosse riuscito a capire lui chi era. Continua a leggere…

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