Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Due

“Sorridevano tutti e due, ma i loro occhi avevano un’espressione dura, di sfida. Nei giovani, il desiderio indossa prima la maschera del gioco, poi quella della lotta. Il disprezzo, la crudeltà, la sofferenza erano per loro piaceri segreti, ma ne avevano scarsa consapevolezza. Non conoscevano la tenerezza, e nemmeno la volevano conoscere: la reputavano indegna di loro; il piacere lo traevano dilaniandosi a vicenda. I loro cuori erano nuovi e le loro ferite si richiudevano in fretta”.

(Irène Némirovsky, “Due”, ed. Newton Compton)

Ho qualche difficoltà nello scrivere su “Due” di Iréne Némirovsky, perché non ho ben capito se mi è piaciuto oppure no. Poiché sono qui a farlo, però, presumo che prevalga, sia pure in maniera discontinua, la prima ipotesi. “Due”, in estrema sintesi, è la storia del progressivo disfacimento di una passione, quella tra Antoine e Marianne. I due sono ventenni (o poco più) quando finisce la Prima Guerra Mondiale, e la loro storia è anche una sorta di reazione all’orrore cui sono sopravvissuti; la felicità sembra di nuovo possibile. Sembra, ma così non sarà, perché presto l’insofferenza reciproca prenderà il sopravvento e per tenere in vita la passione saranno necessari accorgimenti di vario tipo, il primo dei quali è cercarsi un amante. In questo gioco, il più libertino e dedito prevalentemente a godersi i piaceri della carne, appare essere Antoine, ma il seguito della storia dimostrerà che anche lui non sfugge alla malinconia data dalla consapevolezza di un rapporto ormai usurato. Il matrimonio e i figli saranno solo altri tentativi di ravvivare ciò che è andato per sempre perduto.

Com’è intuibile da quanto ho appena scritto, “Due” non è certo un inno alla felicità. Con un minimo d’ironia, mi sento di consigliarlo a chi, magari ancora preda di un idealismo da “Notti bianche”, sta sognando ancora il principe o la principessa azzurra. Come nota di colore, devo dire che alcune pagine le ho lette in spiaggia, mentre il vicino di ombrellone ascoltava, e faceva ascoltare anche a me, i Radiohead; la vicenda mi ha fatto ripensare ai “bei” tempi, quando leggevo Pavese con Tenco in sottofondo. Nonostante le apparenze, questo non è una riflessione straziante, perché, in fin dei conti, sono un “allegrone dentro” e se sono qui a scrivere è perché ho resistito alla tentazione di lasciarmi andare tra le acque.

Della Némirovsky avevo letto, finora, solo “Il ballo” e l’avevo apprezzato di più, forse perché più breve. “Due” contiene spunti che possono anche toccare certe mie sfere private, però non è riuscito a scavare oltre un certo limite. Forse il difetto maggiore che ho riscontrato è stata la mancanza dell’adempimento di una promessa. Ci sono certi passaggi nei quali la Némirovsky sembra promettere di affondare il bisturi nelle viscere, salvo poi fermarsi dopo la prima sferzata. È pure vero, però, che quella prima sferzata è spesso efficace, e dona un’oscura luce ai passaggi meno riusciti della narrazione. Una cosa è sicura: in “Due”, ma da quel che leggo nelle prefazioni credo valga anche per altri scritti dell’autrice, non c’è nessun personaggio che si salva. L’egoismo, l’ipocrisia, la finzione, la rabbia li attraversa tutti, sebbene in diversa misura. Non è una storia consolatrice, il disgregarsi della passione amorosa non trova una consolazione in altre forme di rapporti meno ormonali. Anche i rapporti tra genitori e figli sono tutt’altro che idilliaci, e il solo modo di salvarsi sembra essere quello di costruire una leggenda attorno a sé stessi e alle proprie relazioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: