Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Le notti difficili

“È dirigente di una grande industria, ha passato i sessant’anni, ogni mattina si alza alle sei, estate e inverno, alle sette è già in fabbrica dove rimane fino alle otto della sera e oltre. Anche la domenica va a lavorare, pur se lo stabilimento e gli uffici sono deserti; ma un’ora più tardi, ciò che egli considera quasi un vizio. È per eccellenza un uomo serio, ride raramente, non ride mai. D’estate si concede, ma non sempre, una settimana di vacanza nella villa sul lago. Non conosce debolezze di alcun genere, non fuma, non prende caffè, non beve alcolici, non legge romanzi. Non tollera debolezze neppure negli altri. Si crede importante. È importantissimo. Dice cose importanti. Ha amici importanti. Fa solo telefonate importanti. Anche i suoi scherzi in famiglia sono molto importanti. Si crede indispensabile. È indispensabile. I funerali seguiranno domani alle ore 14.30, partendo dall’abitazione dell’estinto”.

(Dino Buzzati, “Le notti difficili”, ed. Oscar Mondadori)

“Le notti difficili” fu l’ultimo libro edito con Buzzati ancora vivente. Si tratta di una raccolta di cinquantuno racconti, nei quali Buzzati dà sfoggio della sua capacità di mescolare il fantastico al reale, alternando i registri della satira, dell’ironia, del sarcasmo, del grottesco, del surreale, e affrontando temi come la solitudine, le illusioni, la morte, la caducità dell’esistenza, l’identità personale. I racconti sono tutti molto brevi, alcuni non sono neanche veri e propri racconti, quanto piuttosto appunti diaristici, e la loro lettura scorre rapida. Buzzati non annoia, che ci parli del traffico milanese o delle immaginarie Alpi Oniriche, di animali assurdi o di anziani che si organizzano per contestare la morte, o ancora di un luminare della medicina che diagnostica una morte certa al suo paziente e che, una volta constatato l’errore, deve comunque essere soddisfatto dall’avvenuta morte dell’uomo. Ho citato solo alcuni esempi di situazioni surreali che Buzzati utilizza per stimolare la sua e la nostra fantasia, ma ciò che ha reso interessanti questi racconti, ai miei occhi, è che gli stessi non sono un esercizio d’immaginazione fine a sé stessa, bensì un modo per affrontare paure, desideri ed emozioni quotidiane, sia pure elaborate in chiave fantastica.

Consigliato se siete in cerca di racconti brevi, divertenti e al tempo stesso densi. Dello stesso autore, suggerisco almeno i romanzi “Il deserto dei tartari” e“Un amore”, nonché un’altra raccolta che ho avuto il piacere di leggere, cioè “La boutique del mistero”.

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