Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Nudi e crudi

“Aveva continuato a girovagare per le strade deserte, domandandosi come faceva la gente. I pub erano tutti chiusi e l’unico posto ancora aperto era una lavanderia a gettone, che aveva un telefono pubblico in vetrina. Gli sembrò un colpo di fortuna: non avendo mai avuto motivo di frequentare un negozio del genere, non sapeva che potesse essere così attrezzato, e si domandò se il servizio fosse a disposizione anche di chi non aveva niente da lavare. In ogni caso, il telefono era attualmente in mano all’unica cliente, una vecchia con due cappotti che visibilmente non lavava i panni da tempo. Così Mr Ramsome prese coraggio.

La vecchia teneva la cornetta schiacciata su un orecchio lercio senza parlare, e in realtà neppure ascoltare.

– Potrebbe sbrigarsi, per favore? – le chiese Mr Ramsome. – È un’emergenza.

– Anche la mia, caro, – ribatté la vecchia. – Sto telefonando a Padstow, solo che non rispondono.

– Devo chiamare la polizia, – disse Mr Ramsome.

– L’hanno aggredita? – chiese la vecchia. – A me anche, una settimana fa. Ma ormai nessuno si stupisce più. Era un ragazzino. Qui squilla, però c’è un corridoio lungo. Verso quest’ora bevono qualcosa di caldo. Sa, sono suore, – aggiunse per chiarire.

– Suore? – fece Mr Ramsome. – Ma è sicura che non siano già andate a letto?

– No, ce n’è sempre qualcuna in giro. Sono in ballo con le funzioni tutta la notte.

E continuò ad ascoltare il telefono che squillava in Cornovaglia.

– Non può riprovare dopo? – tornò alla carica Mr Ramsome, vedendo sfrecciare i suoi avere sull’autostrada. – La rapidità è un fattore essenziale.

– Lo so, – rispose la vecchia, – invece le suore hanno tutto il tempo che vogliono. Il bello è proprio questo, salvo quando gli si telefona. Ho intenzione di andarci in ritiro a maggio.

– Ma siamo solo a febbraio! – esclamò Mr Ramsome. E io…”

(Alan Bennet, “Nudi e crudi”, ed. Adelphi)

L’avvocato Mr Ramsome e sua moglie stanno insieme ma, complice la lunga convivenza, che sembra più una degenza, l’intesa tra loro è certamente inferiore a quella che l’uomo ha con la musica di Mozart. Un giorno, a vivacizzare la loro esistenza, arriva un furto o sarebbe meglio dire una scomparsa collettiva dei mobili e di qualsiasi oggetto avessero in casa. Armadi, divani, posacenere, stereo, persino carta igienica e mutande, tutto svanito. I due, ovviamente, si rivolgono alle autorità per cercare di capire cosa sia successo, con scarsi esiti. Il supporto psicologico che un’esperta del ramo vorrebbe fornirgli per superare il trauma è un trauma superiore a quello originale, che del resto, in pochi giorni, ha lasciato spazio al lato dilettevole della faccenda, cioè riorganizzare da zero il loro appartamento, e forse anche la loro vita.

La storia narrata da Bennet è irreale ma soprattutto comica; l’estro dello scrittore, infatti, si sbizzarrisce in trovate che strappano risate al lettore, consentendogli di oltrepassare la sensazione di inverosimiglianza e guidandolo fino alla sorprendente risoluzione finale dell’enigma.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: