Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Lettere da Torino” (Friedrich Nietzsche)

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“A Franz Overbeck. Torino, 18.10.1888.
Caro amico, ieri ho fatto, con la Tua lettera in mano, la mia consueta passeggiata pomeridiana fuori Torino. Ovunque la più limpida luce di ottobre, lo splendido viale alberato, che per circa un’ora mi ha condotto lungo il corso del Po, quasi non ancora sfiorato dall’autunno. Adesso sono l’uomo più colmo di gratitudine del mondo – con una disposizione d’animo autunnale nel miglior senso del termine: è il periodo della mia grande vendemmia. Tutto mi diventa facile, tutto mi riesce…”
(Friedrich Nietzsche, “Lettere da Torino”, ed. Adelphi)

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Un pensiero su ““Lettere da Torino” (Friedrich Nietzsche)

  1. Non conoscevo questo libro. Appena passo da Torino lo compro

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