Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Le due città” (Mario Soldati)

Soldati

“E intanto, a poco a poco, l’immagine di Roma gli diventava estranea, irreale. Com’era stato possibile che se ne andasse da Torino? Come era, ancora oggi, possibile che non ci vivesse? Sapeva benissimo che Roma era stata per lui il solo mezzo che gli si fosse presentato per realizzare le sue ambizioni più vere: quel benessere verso cui non aveva mai rinunciato a tendere, e di cui, dopo averlo raggiunto, non avrebbe neanche supposto di poter fare a meno; così, aveva tanto odiato Roma in passato, e ora aveva finito per amarla. Ma qualche volta aveva pensato che per niente al mondo avrebbe voluto morire a Roma. Lo aveva anche detto a Elena: se a Roma, le aveva detto, gli fosse giunto un avviso improvviso, soprannaturale, indubitabile di morte imminente, la prima decisione che avrebbe preso sarebbe stata quella di partire subito per Torino.”
(Mario Soldati, “Le due città”, ed. Garzanti)

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