Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Di Proust, dei gatti sdraiati al sole sul balcone, degli spaghetti aglio, olio e peperoncino e del piacere irreale dell’immaginazione.

“Come in quelle rappresentazioni straordinarie dove una moltitudine di coristi invisibili deve sostenere la voce di una cantante celebre e un po’ stanca venuta a cantare una melodia, innumerevoli ricordi indistinti uno dietro l’altro fino in fondo al mio passato sentivano l’impressione di quel raggio di sole, così come i miei occhi oggi, e davano a questa impressione un volume, mettevano dentro di me una profondità, una pienezza, una realtà fatta di tutta la realtà di quelle giornate amate, consultate, sentite nella loro verità, nella loro promessa di piacere, nel loro battito incerto e familiare. Ma tutte queste impressioni la rafforzano, dandole qualcosa di ammirevole. Mi permettono forse anche questa cosa deliziosa: avere un piacere dell’immaginazione, un piacere irreale, il solo vero piacere dei poeti; in un minuto di realtà, mi concedono uno dei rari momenti che non sia deludente. E da questa impressione e da tutte le altre simili, si sprigiona qualcosa che le accomuna, qualcosa di cui non sapremmo spiegare la superiorità sulla realtà della nostra vita, quelle stesse dell’intelligenza, della passione e del sentimento. E questa superiorità è così certa da essere la sola cosa di cui non possiamo dubitare. Al momento in cui questa cosa, essenza comune delle nostre impressioni, è avvertita, proviamo un piacere senza pari, durante il quale sappiamo che la morte non ha nessun tipo di importanza. E dopo avere letto pagine dove sono espressi i pensieri più alti e i più bei sentimenti, e avere detto «non è male», se a un tratto, senza d’altronde che capiamo il perché, in una parola all’apparenza del tutto insignificante ci viene fatto respirare un pizzico di questa essenza, sappiamo che è proprio questo ad essere bello.”
(Marcel Proust, “Il raggio di sole sul balcone”, ed. Est.)

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Un pensiero su “Di Proust, dei gatti sdraiati al sole sul balcone, degli spaghetti aglio, olio e peperoncino e del piacere irreale dell’immaginazione.

  1. Le parole si rivelano spesso non adeguate, siano scritte o parlate.
    A volte non c’è nulla di meglio di quel “non è male”… e detto da Proust…

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