Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Fuga da Bisanzio” (Iosif Brodskij)

“Se mai un poeta ha un obbligo verso la società, è quello di scrivere bene. Essendo in minoranza, non ha altra scelta. Venendo meno a questo dovere, scivola nell’oblio. La società, d’altra parte, non ha alcun obbligo verso il poeta. La società, maggioranza per definizione, presume di avere altre opzioni che non leggere versi, per quanto ben scritti. Ma se trascura di leggere versi rischia di scivolare a quel livello di eloquio al quale una società diventa facile preda di un demagogo o di un tiranno. Questo è, per la società, l’equivalente dell’oblio: un tiranno, naturalmente, può tentare di salvare i propri sudditi con qualche spettacolare bagno di sangue.”
(Iosif Brodskij, “Fuga da Bisanzio”, ed. Adelphi)

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