Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Prima gli idioti” (Bernard Malamud)

malamud

“Era giunto alla conclusione che Mary Lou aveva diritto di commettere i propri errori. Lui aveva diritto ai suoi. Ma per quanto cercasse di non pensare a quel che gli aveva raccontato, il fatto che fosse stata una sgualdrina continuava a tormentarlo. Mary Lou aveva avuto a che fare con molti uomini, e che corteo avrebbero formato, se l’avessero seguita in quel momento, Cronin non aveva il coraggio di immaginarlo. Non aveva mai conosciuto nessuno come lei; e il fatto di trovarsi in sua compagnia gli sembrava piuttosto strano. «Che cosa straordinaria, il presente», pensò. Nel presente, una persona è ciò che sta diventando, non ciò che è stata. Mary Lou era quella ragazza dalle gambe pesanti ma ben fatte, vestita di giallo, che sedeva al suo fianco come se fosse quello il suo posto. Una lezione interessante, per lui, si disse. Il passato creava difficoltà solo se glielo si permetteva. La gente ne aveva paura perché pensava che condizionasse il futuro. Ma non succedeva, se ci si rendeva conto che la vita cambiava e si badava esclusivamente a ciò che era diventata, e la si viveva in quei limiti. Cronin tornò a considerare la possibilità di un’amicizia con Mary Lou.”
(Bernard Malamud, racconto “La scelta di una professione” in “Prima gli idioti”, ed. minimum fax)

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Un pensiero su ““Prima gli idioti” (Bernard Malamud)

  1. Malamud vale la pena: questo lo avrò

    Grazie

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