Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Meraviglie soffocate, dissipate”

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“In mezzo al chiacchiericcio nervoso delle figurine emerge dall’ombra il carattere meduseo della vita: ciò che vi è di insensato, di enigmatico, di solitario, il sordo e mordo non capirsi fra chi ama; la cupa coscienza, come di una mancanza commessa; il presagio albale di infinità sfuggite, di meraviglie soffocate, dissipate; e le molte cose che su anime troppo fine cadono come brina e ruggine.”

(Hugo von Hofmannsthal, da una recensione all’Anatol di Arthur Schnitzler, ora citata nelle note a un saggio di Roberto Calasso, all’interno del libro “Detti e contraddetti”, Karl Kraus, ed. Adelphi)

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2 pensieri su ““Meraviglie soffocate, dissipate”

  1. Da ignorante in materia, nel senso che non ho letto ciò di cui parli… questa frase è dolorosa e struggente. Soprattutto per quelle infinità sfuggite, e le meraviglie soffocate e dissipate. Io soffro moltissimo per questa perdita, più ancora che per le figurine sciape che fanno rumore intorno. Grazie per questa cosa bellissima, che mi ricentra sulle cose grandi.

    • Grazie a te. Non è a caso che ho scelto come titolo dell’articolo le parole “meraviglie soffocate, dissipate”, perché mi hanno colpito in modo particolare, o quanto meno indotto a certe riflessioni. 🙂

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