Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“La gelosia, un gigante con la maschera”

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“La gelosia, un gigante con la maschera mai incontrato in precedenza nelle futili avventure della prima gioventù, ora mi si parava dinnanzi, a braccia conserte, dappertutto. Qualche piccola estrosità erotica della mia dolce, docile, tenera Iris, le modulazioni del suo modo di fare l’amore, la perizia delle carezze, la facilità e la precisione con le quali adattava il corpo flessibile a qualsiasi schema della passione, lasciavano supporre una ricca esperienza. Prima di cominciare a nutrire sospetti sul presente, sentii il bisogno di fare il pieno di sospetti sul passato. Durante gli interrogatori ai quali la sottoponevo nelle mie notti peggiori, liquidava i suoi idilli precedenti definendoli del tutto insignificanti, senza rendersi conto che quella reticenza sollecitava la mia immaginazione più di quanto avrebbe fatto il racconto, anche esagerato e nei termini più scabrosi, della verità.”

(Vladimir Nabokov, “Guarda gli arlecchini”, ed. Adelphi)

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