Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Nove racconti” (Jerome David Salinger)

salinger

“- Sì. Solo non capisco perché non ne parli a Lew, una volta o l’altra.

– Perché? Perché non è abbastanza intelligente, ecco perché, – disse Eloise. – E poi, stammi a sentire bene, carrierista. Se mai ti capitasse di risposarti, a tuo marito non devi dire assolutamente niente. Mi hai sentita?

– Perché? – disse Mary Jane.

– Perché te lo dico io, ecco perché, – disse Eloise. – Vogliono andare a dormire sicuri che hai passato tutta la vita a vomitare ogni volta che ti veniva vicino un ragazzo. Non scherzo mica, sai? Oh, per parlare puoi parlare. Ma non sul serio: mai. Voglio dire, non sul serio. Se gli racconti che una volta conoscevi un bel ragazzo, devi dirgli prima ancora di aver finito la frase che era troppo bello. E se gli dici che hai conosciuto un ragazzo spiritoso, gli devi dire che però era uno sbruffone, oppure una linguaccia. Se non fai così, ti rinfacciano il tuo poveretto tutte le volte che possono. – Eloise s’interruppe per bere e pensare. – Oh, – disse, – ti stanno a sentire con aria molto comprensiva, questo sì. Fanno persino la faccia intelligente. Ma non ci cascare mai. Credi a me. Patirai le pene dell’inferno, se t’illudi che possano essere intelligenti. Parola mia.

Mary Jane, con aria depressa, alzò il mento del bracciolo del divano. Per cambiare, lo appoggiò sull’avambraccio. Rifletté sul consiglio di Eloise. – Non puoi dire che Lew non sia intelligente, – disse a voce alta.

– Lo dici tu.

– Voglio dire, m’è sempre sembrato intelligente, no? – chiese Mary Jane, con innocenza.

– Oh, – disse Eloise, – a che serve parlare. Piantiamola. Ti mette solo di cattivo umore. Fammi star zitta.

– Ma allora, scusa, perché te lo sei sposato? – disse Mary Jane.

(Jerome David Salinger, “Nove racconti”, ed. Einaudi)

A parziale dimostrazione che il tanto vituperato “mondo virtuale” talvolta può essere una fonte preziosa, devo dire che sono arrivato ai “Nove racconti” di Salinger grazie alla foto che una persona aveva pubblicato su Facebook. A prescindere da ciò, il libro è stato per me una piacevole “scoperta”, dal momento che “Il giovane Holden”, romanzo dello stesso autore, non mi aveva entusiasmato quando lo avevo letto anni fa. Anche se il ricordo di quella lettura è ormai lontano, devo dire che nella dimensione del racconto Salinger mi ha convinto, in almeno sette dei nove racconti.

Le storie sono narrate con ironia e grazia, con dialoghi avvincenti e in generale una scrittura scorrevole, presumo agevolata anche dalla traduzione di Carlo Fruttero. Come anticipato, solo un paio di racconti mi hanno convinto meno, quelli finali, forse non a caso i due più lunghi, quasi a confermare che per me Salinger rende meglio nel breve. Le situazioni descritte sono eterogenee. Si va da una conversazione tra amiche dal tono nostalgico a quella tra due amiche reduci da una partita di tennis, o quella telefonica tra un uomo che è a letto con la compagna del suo interlocutore. Ma descrivere didascalicamente le singole storie non ha granché senso, perché non mi riuscirebbe l’impresa di trasmettere la bellezza di molte pagine del libro. Promosso al punto da farmi considerare l’ipotesi di rileggere, prima o poi, anche “Il giovane Holden”.

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Un pensiero su ““Nove racconti” (Jerome David Salinger)

  1. Un giorno ideale per i pescibanana … io impazzisco per questo racconto!!! Ma nel vero senso della parola 🙂

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