Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

X e Y

Stai in una condizione X, non ci stai granché bene ma ti ci sei abituato. Tale condizione può essere considerata quasi una norma, una regola.

Succede qualcosa, arriva qualcuno, che ti sposta in una condizione Y, attuando la potenza di quel “quasi”. L’eccezione ti dimostra che la regola non esiste e inizi ad adattarti alla nuova condizione, che ti appare migliore rispetto alla precedente.

Succede, però, che presto questa nuova condizione Y si rivela essere solo una differente inquadratura della precedente, un mutamento di prospettiva temporaneo, per quanto potente. Credevi di aver saltato un abisso passando dalla X alla Y, ma la X non solo è insita nella Y, bensì ne è il presupposto fondante, nonché l’approdo al quale tornerai di nuovo quando sarà scomparso il fattore che ti aveva traghettato da X a Y.

Ti ritrovi così di nuovo in X, ma avendo scoperto che esistono tante potenziali situazioni Y che non hai finora raggiunto e chissà se mai raggiungerai.

Avverti una strana sensazione di nostalgia per ciò che hai vissuto e soprattutto per ciò che non hai ancora conosciuto. Ti prende alla bocca dello stomaco.

Forse, però, è solo voglia di patate al forno.

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6 pensieri su “X e Y

  1. No, si tratta di messa in pratica di stereotipie di comportamento, quelle che ci portano a cercare e scegliere sempre le stesse situazioni, le stesse modalità di relazione, senza averne effettiva consapevolezza. Queste, per quanto ossessive e nefaste, soffocanti e odiose, costituiscono il nostro recinto, un contesto “familiare” che ci rassicura.
    L’errore é nelle premesse, nelle convinzioni che ci portano in quella direzione. Nella “programmazione” subita che ci impedisce di cogliere la nostra naturale e funzionale vera tendenza.
    La via di uscita da questo loop é facile, ma trascurata per gravi carenze informative che sottostanno alla cultura del nostro tempo: esiste un linguaggio universale che ognuno di noi parla ogni giorno senza avvedersene. É il linguaggio dei sogni, quello che si esprime attraverso le immagini, restituendo lo specchio della nostra esistenza.
    Se conosci la tua notte sai gestire il tuo giorno – ce lo hanno insegnato i nostri avi.
    Mi permetto di suggerire una sana lettura in proposito: http://tezcatlipoca-bandw.blogspot.it/
    Buona lettura e buona vita.

  2. Ciao, ma i commenti non sono visibili..Peccato!

  3. Sergio in ha detto:

    Senza regola non può esistere l’eccezione, che altrimenti sarebbe fondata sul nulla.
    L’eccezionalità, una botta di vita, poi svanisce e ti ritrovi sprofondato nella regola ( la vita di sempre) che ti accoglie come un figlol prodigo.
    Allora provi nostalgia per l’adrenalina perduta. Ma ti accorgi subito, riflettendo, che l’eccezionalità ti avrebbe condotto alla rovina.
    Un piatto di patate al forno ti fa apprezzare l’aria di casa che troppo frettolosamente avevo ripudiato.

  4. Marina non perdere tempo a fare commenti che non sono utili per te.
    Esistere nelle regole è una scelta (o una imposizione accettata), così come vivere nella vita è un dovere verso sè stessi dove l’eccezione è rappresentata dalle cazzate che fai. Nel primo caso invece l’eccezione è trovare una vecchia “patata abissale” disponibile, che spesso si rivela essere una “padella” sporca (così, spesso, dicono i sogni).

  5. Ho adorato questo post.
    L’ho capito. L’ho compreso. L’ho sentito.
    Grazie.

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