Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Pecore presidenziali

IMG_20160610_172648

“Come tutti gli altri giovani americani della sua generazione era stato messo fuori strada dalla propaganda, che imperversava allora e che continua ancor oggi, e che intende creare l’illusione che ci sia qualcosa di grande nel possesso del denaro. Egli non sapeva allora, e nemmeno in seguito, nonostante il suo successo e il suo uso della macchine con le quali viene creata l’illusione, non scoperse mai, che in un mondo industriale le reputazioni di grandezza si costruiscono come un industriale di Detroit costruirebbe le automobili. Non sapeva che si adoperano uomini per innalzare il nome di un uomo politico in modo che possa venir chiamato un uomo di Stato, come per divulgare una nuova marca di cibo per la colazione in modo che si possa vendere; che la maggior parte dei grandi uomini moderni sono mere illusioni balzare fuori da un anelito di grandezza di tutta la nazione. Un giorno un saggio, uno che non abbia letto troppi libri, ma che sia andato in mezzo agli uomini, scoprirà e metterà in luce una cosa molto interessante riguardo all’America. La terra è vasta e c’è un bisogno nazionale di vastità negli individui. Vogliono un uomo proporzionato alla grandezza dell’Illinois per l’Illinois, un uomo delle dimensioni dell’Ohio per l’Ohio e un uomo delle dimensioni del Texas per il Texas… Gli uomini che egli aveva già cominciato a considerare grandi e a cercare d’imitare, erano come le strane e gigantesche protuberanze che qualche volta crescono sul fianco di alberi malsani, ma lui non lo sapeva. Lui non sapeva che attraverso tutto il paese, persino in quei primi giorni, si stava costruendo un sistema per creare il mito della grandezza. Alla sede del governo americano a Washington, orde di giovani un poco intelligenti e del tutto malati erano già stati mobilitati a tale scopo. In un’epoca più blanda molti di questi giovani avrebbero potuto diventare degli artisti, ma non erano stati abbastanza forti per opporsi alla forza crescente dei dollari. Erano diventati invece corrispondenti di giornali o segretari di uomini politici. Tutto il giorno e ogni giorno usavano la loro mente e il loro talento di scrittori nel comporre delle lodi ampollose e nel creare dei miti concernenti gli uomini dai quali erano stati stipendiati. Erano come le pecore ammaestrate che vengono adoperate nei grandi mattatoi per condurre le altre pecore nei recinti della morte. Avendo insudiciato la loro mente per denaro, si guadagnavano la vita insudiciando la mente degli altri. Avevano già scoperto che non ci voleva una grande intelligenza per il lavoro che avevano da fare. Ciò che ci voleva era una ripetizione costante. Era necessario dire e ripetere all’infinito che l’uomo dal quale venivano pagati era un grand’uomo. Non c’era bisogno di portar delle prove per appoggiare le asserzioni che facevano; e non c’era bisogno che gli uomini che venivano resi così grandi, allo stesso modo che le marche di biscotti o di cibo da colazione vengono rese facilmente smerciabili, compiessero grandi imprese. Stupide, prolungate, insistenti ripetizioni: ecco tutto ciò che occorreva.”

(Sherwood Anderson, “Un povero bianco”, ed. Einaudi)

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: