Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Il bene sia con voi!” (Vasilij Grossman)

vasilij grossman

“- Devi capire, – diceva suo padre – che la gente non si preoccupa per il fatto che la macchina diventerà uguale all’uomo o addirittura migliore di lui. Nessuno se ne ha a male e nessuno se ne spaventa. Non fa paura, l’uguaglianza fra uomo e macchina. A far paura è l’uomo, non la macchina. È la paura inconscia dell’uomo verso l’uomo; non è la macchina, ma l’uomo stesso a minacciare il suo prossimo. Lo capisci? Non si ha paura dell’uguaglianza tra uomo e macchina, ma della disuguaglianza fra gli uomini generata dall’uguaglianza con la macchina. È questo il guaio! Si ha paura che l’uguaglianza con la macchina renda l’uomo impotente nella lotta per la libertà, eterno schiavo non delle macchine ma degli uomini. Si ha paura che l’equivalenza con un aggeggio inanimato accentui una disumanità senza precedenti…”

(Vasilij Grossman, “Il bene sia con voi!”, ed. Adelphi)

Nella lista dei libri da leggere, da tempo ho inserito “Vita e destino” di Vasilij Grossman. Un paio di mesi fa, trovandomi davanti “Il bene sia con voi!”, decisi di comprarlo, quasi per introdurmi alla lettura di un autore che fino allora non avevo mai letto. Iniziai a leggerlo e, dopo una ventina di pagine, lo abbandonai, perché mi stavo annoiando o forse, più precisamente, perché non era il momento giusto. Un paio di giorni fa, infatti, ho riprovato a leggere “Il bene sia con voi!” e il risultato è stato molto diverso. Ho scoperto che non avevo sbagliato acquisto e che i racconti contenuti nel libro mi hanno convinto quasi tutti.

Oltre allo splendido racconto dedicato alla Madonna Sistina di Raffaello, del quale ho già riportato alcuni estratti su questo blog, sono presenti altri otto racconti scritti tra il 1943 e il 1963, anno antecedente la morte dell’autore. Spesso in primo piano e talvolta sullo sfondo, c’è la guerra, l’orrore del nazismo e le ripercussioni dello stesso in Russia. Sarebbe riduttivo, però, sostenere che si tratti solo di ciò, perché Grossman è abile sia quando ci racconta del viaggio nei paesini dell’Armenia (racconto che dà il titolo al libro), sia quando ci descrive la nostalgia per Mosca nel periodo in cui lavorava in un laboratorio minerario, o ancora quando riflette sulla morte all’interno di un cimitero.

In sostanza, sono ben lieto di aver riprovato e prossimamente andrò all’assalto di “Vita e destino”.

“I primi minuti per le strade di una città sconosciuta hanno un qualcosa che i mesi successivi – gli anni, persino – non riusciranno a scalfire. Sono momenti in cui dal forestiero si sprigiona un’energia visiva che definirei atomica, una capacità d’attenzione che ha una forza nucleare. Egli si imbeve, si impregna, si intride di quell’enorme universo con un’intensità penetrante, con un’emozione che tutto pervade: le case, gli alberi, i volti dei passanti, le insegne, le piazze, gli odori, la polvere, il colore del cielo, l’aspetto dei cani e dei gatti. Divinità onnipotente, in quei minuti l’uomo genera un mondo nuovo, crea, costruisce dentro di sé una città con tanto di piazze, strade, corti e cortili, con i suoi passeri, la sua storia millenaria, le sue attività industriali e commerciali, il teatro dell’Opera e le trattorie. E la città che all’improvviso emerge dal nulla è una città insolita, diversa dalla città reale, è una città che gli appartiene, una città in cui le foglie d’autunno frusciano come in nessun altro luogo, la polvere ha un odore tutto suo e i bambini conoscono un modo particolare di tirare con la fionda.

Questo miracolo della creazione non ha bisogno di ore per compiersi, ma di minuti. E quando l’uomo muore, con lui se ne va anche il mondo unico e irripetibile che ha creato: un universo con i suoi oceani, le sue montagne, il suo cielo. Quegli oceani, quel cielo assomigliano in modo stupefacente ai miliardi di oceani e di cieli che esistono nelle menti di altre persone, ma quell’universo assomiglia anche in modo stupefacente all’unico universo che esiste davvero, nonostante le persone. Eppure quelle montagne, quelle onde, quell’erba e quella minestra di piselli hanno qualcosa di irripetibile, di unico, che si è generato nell’infinità del tempo, hanno loro sfumature e fruscii, un loro sciabordare – sono l’universo che vive nel cuore di colui che lo ha creato.”

“C’è un dono superiore rispetto a quello dei geni della scienza e della letteratura, dei poeti e degli scienziati. Tra le persone di talento, se non di genio, tra i virtuosi delle formule matematiche, del verso poetico, della frase musicale, dello scalpello o del pennello molti hanno un animo misero, debole, meschino, lascivo, avido, servile, cupido, invidioso; molti sono i molluschi, gli smidollati nei quali l’irritazione di una coscienza inquieta favorisce la nascita della perla. Il dono supremo dell’umanità è il dono della bellezza spirituale, della nobiltà d’animo, della magnanimità e del coraggio del singolo in nome del bene. È il dono di cavalieri e fanti timidi e senza nome che con le loro imprese fanno sì che l’uomo non si trasformi in una bestia.”

Navigazione ad articolo singolo

Un pensiero su ““Il bene sia con voi!” (Vasilij Grossman)

  1. Mai letto niente di questo autore. Leggendo queste tue righe credo possa piacermi la lettura di questi due libri…
    Prendo nota
    Grazie
    un saluto
    .marta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: