Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Il lamento di Portnoy” (Philip Roth)

portnoy

“Dieci mesi. Incredibile. Perché in questo periodo non è passato un giorno – a ben vedere, non un’ora – in cui non mi sia chiesto: <<Perché continuare con questa persona? Questa donna abbrutita! Questo personaggio rozzo, tormentato, disorientato, perduto, colmo di odio per sé stesso, privo d’identità…>> e così via. La lista era inesauribile. Continuavo a scorrerla senza mai arrivare in fondo. E la facilità con cui l’avevo raccolta per strada! (il trionfo sessuale della mia vita!): be’, il ricordo mi faceva grugnire di disgusto. Come tirare avanti con qualcuno di cui non posso materialmente rispettare il raziocinio, il giudizio e il comportamento? Che giorno dopo giorno innesca in me esplosioni di disapprovazione, e ora dopo ora tuoni di ammonimento? E le prediche! Oh che maestro sono diventato. Quando mi comprò quei mocassini italiani per il mio compleanno, per esempio: che lezione le impartii!

– Senti, – dissi quando uscimmo dal negozio, – un piccolo consiglio per gli acquisti: quando vai a fare qualcosa di così semplice come scambiare moneta con merce, non è necessario ostentare la tua fregna a chiunque si trovi nel nostro orizzonte. Okay?

– Ostentare cosa? Chi ha ostentato qualcosa?

– Tu, Mary Jane! Le tue presunte parti intime!

– Io no!

– Per cortesia, ogni volta che ti alzavi, ogni volta che ti sedevi, pensavo che saresti rimasta agganciata per la passera al naso del commesso.

– Geeesùuu, mi devo ben alzare. Mi devo ben sedere. O no?

– Ma non come se stessi montando o smontando da un cavallo.

– Be’, non so cosa ti piglia… comunque lui era un finocchio.”

(Philip Roth, “Il lamento di Portnoy”, ed. Einaudi)

Alex Portnoy, poco più che trentenne e stimato “Commissario aggiunto della Commissione per lo sviluppo delle risorse umane” di New York, steso sul letto dal suo psicanalista, racconta la sua ossessione per il sesso, con dovizia di lascivi particolari, nel tentativo di capire il perché di una tale fissa e quali sono le cause della sua impossibilità di legarsi a una donna, spaziando invece dall’una all’altra e soprattutto prediligendo le ragazze non ebree, essendo lui, invece, ebreo, quasi che penetrandole (ma Alex, sboccato e diretto com’è, direbbe: scopandole) possa entrare oltre che in loro, anche nell’ambiente sociale che esse rappresentano.

Il racconto delle vicissitudini sessuali di Portnoy è spesso esilarante, a cominciare dall’infanzia passata in bagno, con la scusa del mal di pancia e una realtà più masturbatoria. I genitori di Alex sono ossessivi, specie la madre vorrebbe fare di lui un figlio perfetto, educato, buono, mentre il padre soffre di non essere accettato dalla comunità in quanto ebreo e riversa sul figlio le sue frustrazioni. Il “lamento” di Alex, quindi, riguarda i suoi difficile tentativi di affrancarsi da quella condizione, dai sensi di colpa e dalle vergogna inculcatagli dai genitori. Il sesso, in questa chiave, inizialmente è una chimera che lo attanaglia nel mondo della fantasia sfrenata, poi diventa una realtà, un fatto che però, pur regalando indubbie gratificazioni, non lo completa. La sua relazione più lunga, poi, è con la Scimmia, una ragazza letteralmente abbordata “per strada” e che sembra rappresentare una speranza di stabilità, salvo poi rivelarsi una storia “al di là di ogni possibile redenzione”. Alex afferma di essere “travolto da desideri che ripugnano alla mia coscienza e da una coscienza che ripugna ai miei desideri” e noi lettori siamo trascinati nel vortice comico-satiriche delle sue descrizioni particolareggiate circa gli amplessi nei luoghi e nei modi più grotteschi (ma neanche tanto).

“Il lamento di Portnoy” non è il libro di Roth che consiglierei a chi non avesse mai letto nulla di quest’autore, perché, sebbene tratti di temi che sono una costante dei suoi romanzi (il sesso, l’ebraismo), a mio avviso è “inferiore” ad altri suoi libri più articolati sotto altri aspetti. Ciò detto, si tratta pur sempre di un Roth e quindi vale la pena leggerlo.

“Tutte le ragazze che vede, salta fuori (tenetevi forte) che si portano appresso tra le gambe: un’autentica figa! Stupefacente! Sbalorditivo! Ancora non riesce ad abituarsi all’idea fantastica che quando stai guardando una ragazza, stai guardando qualcuno che, garantito, si porta addosso una figa! Tutte hanno la figa! Proprio sotto i vestiti. Fighe da scopare! E Dottore, Vostro Onore, o come si chiama… sembra non fare alcuna differenza quanto il povero bastardo riesca a raccattare materialmente, perché sta già fantasticando sulla passera di domani nel momento stesso in cui sta fottendo quella di oggi!

Esagero? Mi sto buttando giù solo perché è un metodo astuto per mettermi in mostra? o magari per vantarmi? Vivo questa irrequietezza, questa smania sessuale, come una calamità come una realizzazione? Entrambe? Forse. O è solo un sistema per evadere? Guardi, per lo meno non mi ritrovo a trenta e rotti anni inchiodato da un matrimonio con qualche brava persona, il cui corpo ha smesso di interessarmi; per lo meno non sono costretto ad andare tutte le notti a letto con qualcuno che, nella maggioranza dei casi, chiavo per dovere e non per piacere. Mi riferisco all’abbattimento allucinante che assale certi individui all’ora di coricarsi… D’altra parte, personalmente devo ammettere che forse, da un certo punto di vista, anche la mia situazione è un tantino deprimente. Certo non si può avere tutto, lo capisco; ma la questione che intendo affrontare è: ho qualcosa?”

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: