Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Il futuro non è che una figura retorica”

“Forse, se il futuro esistesse in modo concreto e individuale, come qualcosa che può essere percepito da un cervello superiore, il passato non sarebbe così seducente: le sue esigenze risulterebbero controbilanciate da quelle del futuro. Le persone potrebbero stare a cavalcioni sul punto centrale dell’asse in bilico mentre contemplano questo o quell’oggetto. Potrebbe essere divertente.
Ma il futuro non possiede questa realtà (contrariamente al passato rivisto nel ricordo e al presente percepito); il futuro non è che una figura retorica, un fantasma del pensiero…
Quando ‘noi’ ci concentriamo su un oggetto materiale, ovunque esso si trovi, il solo atto di prestare ad esso la nostra attenzione può farci sprofondare involontariamente nella sua storia. I principianti devono imparare a sfiorare soltanto la superficie della materia se vogliono che essa resti all’esatto livello del momento. Cose trasparenti, attraverso le quali balena il passato.”

(Vladimir Nabokov, “Cose trasparenti”, ed. Adelphi)

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