Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Il senso delle cose” (Richard P. Feynman)

Il senso delle cose

“Il sogno dell’umanità è trovare il canale giusto. Qual è il significato di tutto quanto? Cosa possiamo dire, oggi, intorno al mistero dell’esistenza? Se teniamo conto di tutto, non solo di quanto sapevano gli antichi, ma anche di quello che loro ignoravano e noi abbiamo scoperto, allora credo che l’unica risposta onesta sia: nulla. Ma credo anche che con questa ammissione abbiamo probabilmente fatto un passo nella direzione giusta.

Ammettere di non sapere, e mantenere sempre l’atteggiamento di chi non sa quale direzione è necessario prendere, ci dà modo di variare, di riflettere, di scoprire cose nuove e di avanzare nella conoscenza di noi stessi, per riuscire a fare quello che veramente vogliamo, anche quando non sappiamo cosa vogliamo.

Guardando indietro, si ha l’impressione che i periodi peggiori della nostra storia siano quelli in cui era più forte la presenza di persone che credevano in qualcosa con fede cieca e dogmatismo assoluto, prendendosi tanto sul serio da pretendere che il mondo intero la pensasse come loro. E poi facevano cose espressamente in contrasto con i loro stessi princìpi al fine di dimostrare la verità della propria dottrina.

Come ho già detto in precedenza, e qui lo ribadisco, l’unica speranza per un progresso dell’umanità in una direzione che non ci porti in un vicolo cieco (come già tante volte è successo in passato) risiede nell’ammissione dell’ignoranza e dell’incertezza. Io dico che non sappiamo quale sia il significato della vita e quali i giusti valori morali, e non abbiamo modo di sceglierli.”

(Richard P. Feynman, “Il senso delle cose”, ed. Adelphi)

“Il senso delle cose” è la trascrizione di un ciclo di tre conferenze tenute da Richard P. Feynman, già presente in questo blog con “Sei pezzi facili”, “Sei pezzi meno facili” e “QED, la strana teoria della luce e della materia”. A differenza dei citati titoli, che nonostante il loro intento divulgativo richiedono comunque un certo interesse per la materia (la fisica), “Il senso delle cose” risulta leggibile e gradevole a chiunque voglia interrogarsi sì sulla scienza e i suoi metodi, ma anche sui concetti di dubbio, probabilità, possibilità e altri che viviamo (o dovremmo vivere) quotidianamente, prescindendo dalla nostra concreta attività.

Nel primo capitolo, intitolato “L’incertezza della scienza”, Feynman si e ci chiede cosa debba intendersi per scienza, cosa per tecnologia e se e perché attribuirle un valore. In particolare, si sofferma sul dubbio e sull’incertezza come momenti fondanti di una scienza che voglia davvero essere tale e non schiava di preconcetti e dogmi. Oltre a rimarcare l’emozione derivante dalla scoperta/conferma delle leggi naturali, l’autore sottolinea l’importanza dell’osservazione come metodo, unitamente al ragionamento scientifico, rilevando come le leggi siano delle “estrapolazioni nell’ignoto” che ci circonda e del quale siamo riusciti, comunque, a scoprire molto.

La seconda parte, “L’incertezza dei valori”, è sull’ardua impresa di definire una scala valoriale. La scienza, afferma Feynman, non insegna né il bene né il male, non ci è dato un libretto d’istruzioni, sta a “noi” stabilire se con i mezzi oggi a nostra disposizione preferiamo creare una bomba atomica o un vaccino. In sostanza, Feynman, con un ragionamento efficace e che qui chiaramente non posso sintetizzare, rileva l’indipendenza tra scienza e questioni morali, adducendo anche esempi divertenti. In questo capitolo c’è inoltre una breve analisi del rapporto tra scienzata, o meglio scienzati, e religione.

L’ultima parte, “Un’epoca scientifica, la nostra?”, è la più corposa e prende il là dalla considerazione che in ambito scientifico è fondamentale il quasi, laddove, attraverso esperimenti, confutazioni, verifiche, si giunge a ritenere una teoria da “quasi completamente falsa” a “quasi completamente vera”. Il problema, quindi, non è attenersi a verità assolute e incontrovertibili, oppure escludere del tutto la possibilità che qualcosa possa accadere in natura, ma piuttosto scoprire se dalla mera possibilità si può dedurre una probabilità che qualcosa accada, trattando l’incertezza con metodo scientifico e senza lasciarsi sviare da generalizzazioni, semplificazioni o deduzioni errate. Molto divertenti sono i passaggi nei quali Feynman critica certi modi di agire dell’essere umano, tuttora immerso nella nebbia quando si affida ad astrologi, maghi, ciarlatani, imbonitori e complottisti di varia natura.

Gli spunti offerti dalla lettura di questo libro sono molti, anche se chiaramente, proprio per la vastità degli argomenti trattati e la natura divulgativa, si tratta (appunto) di spunti e non approfondimenti analitici, il che probabilmente è anche meglio. 125 pagine che si leggono tutte di fila. Consigliatissimo.

“Ma il problema – ed è questo che la gente si ostina a non capire – è un altro, e qui vengo al quarto tipo di atteggiamento verso le idee: non si tratta di decidere cosa sia teoricamente possibile, ma di cercare di capire cosa è probabile, che cosa sta succedendo. Non serve dimostrare ogni volta che non si può essere sicuri al cento per cento che lo strano oggetto lassù non sia un disco volante. Quello che dobbiamo fare è cercare di prevedere se dovremo o no preoccuparci di un’invasione marziana, se quello è un disco volante, se è ragionevole che lo sia. E tutto questo in base ai dati dell’esperienza, una cosa ben più impegnativa che dire semplicemente se è possibile o meno. In genere la gente non ha una percezione chiara del numero di cose possibili. E quindi non ha nemmeno chiaro il numero di cose possibili che tuttavia non stanno accadendo, né il fatto che è impossibile che tutte le cose possibili accadano. Ce n’è una tale varietà che molto probabilmente la stragrande maggioranza delle cose che vi vengono in mente come possibili sono fasulle. In fisica teorica è un principio generale: qualunque ipotesi vi venga in mente è sempre falsa. Ci sono cinque, o forse dieci teorie rivelatesi giuste, nella storia della fisica, e sono quelle che vogliamo. (Non che tutto quanto sia falso, ma di questo parleremo più avanti).”

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5 pensieri su ““Il senso delle cose” (Richard P. Feynman)

  1. Grande Feynman …

  2. Pingback: “Il senso delle cose” (Richard P. Feynman) « Aithne

  3. Eh questo è uno di quei libri che leggerò nelle vacanze di Natale! Feynman era un genio ed ogni suo libro ha delle chicche incredibili. Non vedo l’ora di rientrare a casa e leggere con calma questa tua recensione!

  4. Pingback: SABATOBLOGGER 20. I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog

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