Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Sbraniamoci, ma con garbo

Lolita_2

“Era una sensazione folgorante, ma nessuno avrebbe avuto la forza e l’acume per confessarla a sé stesso. È impossibile ammettere qualcosa di così mostruoso: occhi più vasti della persona cui appartengono. Nella loro profondità trova posto tutto quello che puoi aver pensato, e adesso che c’è spazio per accoglierlo dovresti trovare le parole per esprimerlo.

Vi sono occhi che fanno paura perché mirano a sbranare. Servono a rintracciare la preda che, una volta scoperta, è condannata a essere preda: anche se riesce a sottrarsi resta bollata come tale. È tremenda la fissità di uno sguardo inesorabile. Non cambia mai, è prefigurata per sempre, non c’è vittima che possa modificarla. Chi entra nel suo campo visivo è già vittima, non può opporre alcuna difesa, potrebbe salvarsi solo attraverso una metamorfosi totale. Poiché nella realtà la metamorfosi non è possibile, miti e uomini sono sorti per causa sua.

È un mito anche l’occhio che non cerca vittime da sbranare e tuttavia non abbandona più ciò che ha visto una volta. Questo mito è diventato realtà, e chi ne ha fatto l’esperienza non può non ripensare con terrore ed emozione all’occhio che ha costretto ad annegare nella sua vastità e profondità. L’offerta è irrinunciabile: vieni a gettarti in me con tutto quello che puoi pensare e dire, vieni, dillo, e annega!

La profondità di questi occhi non ha limiti. Ciò che vi precipita non tocca mail fondo, e nulla ritorna più a galla. Il mare di questo occhio non ha memoria, è un mare che esige e riceve. Tutto quello che hai gli viene dato, tutto ciò che conta, ciò che forma la tua natura più intima. Non è possibile rifiutargli nulla. Non è un atto di violenza, non è un furto. Quello che dai lo dai con gioia, come se questa fosse la tua naturale destinazione, come se non ci fosse altra destinazione possibile.”

(Elias Canetti, “Il gioco degli occhi”, ed. Adelphi)

Modella nella foto: Lolita.

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6 pensieri su “Sbraniamoci, ma con garbo

  1. Canetti… devo leggerlo, sì. O meglio, voglio leggerlo.

  2. Brano bellissimo, molto interessante.
    Complimenti alla modella!

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