Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Dramma” in libreria.

Per una bizzarra legge fisica ancora oggetto di studi, all’improvviso mi ritrovo in libreria, invece che nel negozio di abbigliamento dove mi ero recato. Mi sento pervaso da un’emozione solita ma sempre gradita, finché accade il dramma. Una ragazza, a pochi metri da me, che nel frattempo seduco Conrad, chiede al commesso un compendio di “Diritto commerciale”.

Perché, perché, perché lo fai? Memore dei miei trascorsi universitari, ricordando quell’esame sostenuto il 28 dicembre di secoli fa, in preda al disgusto più totale per quella materia e a interrogativi sul “perché” mi fossi imbattuto in quell’abominio, avverto il dovere di salvarla, eppure non lo faccio, sto zitto, esco dalla libreria soddisfatto dei miei acquisti, quasi sorridente.

Solo dopo, alla fermata dell’autobus, ripenso a lei, alla sua sorte, alla bruttezza di un mondo che contempla l’esistenza di un Diritto commerciale.

P.s.: per una parziale spiegazione di quest’increscioso episodio, recarsi nella sezione “Chi (non) sono”.

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2 pensieri su ““Dramma” in libreria.

  1. “…ripenso a lei, alla sua sorte, alla bruttezza di un mondo che contempla l’esistenza di un Diritto commerciale.”
    Standing ovation!

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