Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Stanze

“Tutta l’infelicità degli uomini ha una sola provenienza, ossia di non saper restare tranquilli in una stanza”, scriveva Pascal in un “noto” brano.
Considerando che sono uscito alle 16.00 dalla mia stanza, dovrei dedurre qualcosa da tale aforisma e invece non ne deduco alcunché.
Resta l’impressione che la settimana di Ferragosto, in certi luoghi, costituisca un’ottima preparazione psico-fisica a ciò che arriverà: l’inverno. Stessa desertificazione sociale.
La differenza è dettata solo dal clima; l’estate è una fuga verso l’altrove, d’inverno ci si tappa in casa.
Pascal ne trarrebbe qualche conclusione sulla felicità/infelicità umane. Io, che Pascal non sono né vorrei esserlo, attraverso l’estate come se fosse un inverno, con pochi, ponderati ma essenziali gesti: dita che sfogliano una pagina, gomito che si alza, palpebre che si chiudono, più altre attività collaterali.

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