Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Il “moscerino del vino” annega e noi non possiamo che prenderne atto

La metafora non regge al contrappeso della realtà o quanto meno si evolve, così noi, un tempo intontiti dalla luna piena o da una farfalla che si brucia nella luce, oggi siamo qui a piangere le sorti del moscerino del vino, nome alquanto poco tecnico* e che riflette la nostra scarsa preparazione universitaria sul tema (la qual cosa non ci strugge). Eccoci dunque al funerale di codesto moscerino, apparso, dal nulla nel quale si trascinava quotidianamente, solo al palesarsi del vino, attrattiva per lui irresistibile, eppure fatale. E non possiamo esimerci, nel momento dell’estremo cordoglio, dal rilevare come per noi, lucidi osservatori esterni, la sorte del moscerino fosse già segnata dal momento in cui egli, preda dei suoi spasmi, non seppe resistere alla tentazione di avvicinarsi al vino, fantasticare su un’unione che avrebbe appagato e le carni e il tanto decantato spirito, insomma, dobbiamo pur dirlo, alla tentazione di credere a un amore che potesse lasciarlo in vita.

E dal nostro lucido e laico pulpito, caro moscerino, noi ti benediciamo, accettiamo la tua sorte soprattutto perché non è la nostra, ma non perché la tua fine ci funga da monito, che tanto non servirebbe. Per noi è stato facile, moscerino, vedere ciò che tu non potevi, dovevi e volevi vedere. Se solo sapessimo anche noi cosa dobbiamo, possiamo e vogliamo avvicinare, forse ci risparmieremmo di morire per colpa dell’amore, forse ci terremmo lontani da ciò che per te è stato il vino, e però, tu ne converresti se fossi ancora tra noi esseri respiranti, il nostro non sarebbe più vivere, bensì un trascinarsi.

E allora, nel congedarti, caro moscerino, innalziamo questo calice nel quale sei affogato e lo beviamo in tuo onore, pronti, come te, a inebriarci ancora una volta in nome dell’ingannevole effluvio dell’amore. E quando toccherà a noi perirne, avvertiremo che i tentativi di capirci qualcosa erano vani, perché anche noi, come te, non potevamo vederci smaniare attorno a ciò che ci avrà condannato.

*Accurate ricerche, effettuate tramite un “clic”, consentono di svelare la misteriosa identità del suicida inconsapevole (?):
http://www.treccani.it/enciclopedia/drosofila/

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6 pensieri su “Il “moscerino del vino” annega e noi non possiamo che prenderne atto

  1. stefania.gorga in ha detto:

    Complimenti! 

    Inviato dal mio dispositivo Samsung

  2. Bellissima metafora e mi consentirai una piccola celia: la drosofila come il verme della tequila, temo tuttavia il sapore non sarà lo stesso.
    Un sorriso!

  3. Però … che immagine efficace!

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