Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Più libri, più liberi 2014

Nel 2012 scrissi un lungo e delirante articolo, nel 2013 mi limitai a più brevi considerazioni, quest’anno, siccome la pigrizia aumenta invece che diminuire,  il bollettino è ancora più scarno.

Il bottino:

– “Stoner” (John Williams, ed. Fazi)

– “Il posto” (Annie Ernaux, ed. L’orma)

– “L’opera galleggiante” (John Bart, ed. minimum fax)

– “Revolutionary road” (Richard Yates, ed. minimum fax)

– “La parte divertente” (Sam Lipsyte, ed. minimum fax)

– “Dieci dicembre” (George Saunders, ed. minimum fax)

Considerazioni sul bottino:

– comprati solo autori che finora non ho letto; influenza inevitabile delle ultime letture fatte; scarsa equità nella redistribuzione monetaria (ma “minimum fax” poteva fare un colpo ancora più grosso, se avessi ceduto agli occhi dolci di Wallace, Smith, Malamud ed Egan).

Considerazioni varie e stringate:

– in ossequio al motto “meglio accompagnati con entusiasmo che non accompagnati, ma meglio non accompagnati che accompagnati con entusiasmo”, va rilevato che io e Johan August Strindberg siamo stati una bella coppia: lui ci ha messo la scrittura, io gli occhi. Lette, in attesa dei mezzi, 139 pagine di “La sala rossa”;

– gli incontri possono essere gradevoli sia se concordati sia se casuali, specialmente alle fermate dei bus o dei treni (e non si pensi a questioni ormonali): anche Strindberg, pure discretamente misantropo, è stato d’accordo con me;

– doveva piovere, non ha piovuto, non su di me;

– i treni dovevano fare ritardi o essere stracolmi o deragliare; sono stati puntuali, quasi vuoti e ligi ai binari;

– giornata quasi perfetta, e il “quasi” s’intenda riferito alle 4 euro di prezzo per una pizzetta. Li mortacci vostra!

– ora do un bacio in fronte a Giovanni Augusto Strindberg e me ne vado in qualche pub. Ciao.

(la penultima considerazione, e in particolare l’espressione “li mortacci vostra!” costituisce un maldestro tentativo dell’autore, che vorrebbe accattivarsi le simpatie del pubblico avvezzo a siffatte espressioni, ma non ci riesce perché il pubblico stesso si accorge che l’autore non ha mai adoperato, nella sua esistenza, l’espressione, che dunque appare forzata e fuori contesto anche senza la spiegazione nella parentesi successiva; l’ultima considerazione va presa in senso metaforico, soprattutto nella parola “ciao”)

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

3 pensieri su “Più libri, più liberi 2014

  1. Simpaticissimo il tuo post e felice per la tua scelta di Revolutionary Road un libro assolutamente fantastico, che mi costrinse a nottate sveglia e che mi rimase addosso per moltissimo tempo tanta fu l’impressione che ebbe su di me. Ogni volta che so che qualcuno si accinge a leggerlo mi emoziono.

    • Grazie. 🙂
      Ho preso quel libro sulla scorta di suggestioni quasi “immotivate”, leggendo il riassunto della trama e parlando con l’addetta al banchetto della “Minimum fax”.
      La tua opinione mi conforta, ma ovviamente potrò dire qualcosa di più diretto solo quando l’avrò letto. 🙂

  2. The Butcher in ha detto:

    Avevo sentito parlare molto di Stoner mentre gli altri un po’ di meno. Ho letto qualcosa a riguardo e mi sembrano tutti molto interessanti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: