Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Mutamenti (un articolo pigro)

“Non c’è un uomo che differisca più da un altro che da sé nella successione del tempo”, scriveva Blaise Pascal, citato anche da Pirandello nel saggio “L’umorismo”. L’amico Blaise ci fornisce, dunque, un alibi per la schizofrenia eventuale dei nostri giudizi-gusti-passioni-comportamenti. “Nella successione del tempo”, la chiave sta tutta lì. Un arco temporale che può essere di dieci anni o di un nanosecondo.

Avevo intenzione, oggi, di scrivere alcune considerazioni sul tema, ma constatata la confusione nella mia mente, nonché la pigrizia paralizzante, ho preferito continuare la lettura di “Resurrezione” di Tolstoj. Leggendo, però, ho ritrovato, nel breve passo che vi riporto, il tema della nostra identità, delle sue multiformi manifestazioni e dei mutamenti che ci caratterizzano. Aggiungo, anche in quest’articolo, il link a un mio precedente delirio sull’argomento, al quale sono molto affezionato soprattutto per il titolo che avevo dato al tutto: “Kafka era abbastanza kafkiano”.

Il mio contributo a quest’articolo pigro finisce qui, la parola a Lev Nikolàevič Tolstòj:

“Uno fra i pregiudizi più comuni e diffusi consiste nel credere che ogni uomo abbia soltanto certe determinate caratteristiche: che sia buono o cattivo, intelligente o stupido, energico o apatico, e così via. Ma non è esatto. Di un uomo possiamo dire che è più spesso buono che cattivo, intelligente che stupido, energico che apatico, e viceversa. È sbagliato giudicare una persona intelligente o buona e un’altra cattiva o stupida, eppure noi classifichiamo sempre il prossimo a questo modo; erroneamente, giacché gli uomini sono come i fiumi: in tutti scorre sempre la stessa acqua, ma ogni fiume può essere ora stretto, ora torbido, ora tiepido. Così le persone. Ogni individuo ha in sé, in germe, tutte le qualità umane; talvolta ne manifesta una, talvolta un’altra, e spesso appare assai diverso da se stesso, pur rimanendo sempre il medesimo. In certuni i mutamenti avvengono in modo assai brusco. A questa categoria apparteneva Necliudov. In lui le trasformazioni avvenivano per cause fisiche e spirituali. Ed appunto una di queste si era manifestata allora nel suo animo”.

(Lev Nikolàevič Tolstòj, “Resurrezione”, Biblioteca Universale Rizzoli)

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2 pensieri su “Mutamenti (un articolo pigro)

  1. Tolstoj ha ragione: ogni uomo non è mai eguale a se stesso. Un giorno ama e il giorno dopo odia. C’è un mutamento continuo nel nostro comportamento.
    Approfitto per farti gli auguri di Buone feste.
    Nicola

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