Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Più libri più liberi 2013” – Brevi considerazioni non troppo pertinenti.

più_libri_più_liberi2013A differenza dell’anno scorso, quando scrissi un intero articolo delirante, quest’anno mi limito a brevi considerazioni sparse, non troppo pertinenti, sulla fiera “Più libri più liberi”, che si sta tenendo a Roma in questi giorni. Ci sono andato oggi e invito anche gli eventuali lettori di queste pagine a farlo.

– la madre degli scalpellini non è più incinta; alle ore 8.00 di mattina, alla fermata dell’autobus, un anziano mi racconta che una volta gli scalpellini del mio paese erano rinomati, anche all’estero, che lui ha cercato di tramandare il mestiere senza successo. Poi osserva gli autobus carichi di studenti e aggiungi, quasi consolato, che in fondo è giusto così, che senza studiare il lavoro non si trova. Segue mio silenzio imbarazzato e impotente;

– i bambini/ragazzi che mi precedono via Stendhal e via Montaigne, in direzione Fiera, sono un segnale luminoso; gli stessi bambini/ragazzi che m’intralciano nei corridoi tra gli stands non mi appaiono più così ammantanti di luce;

– con la penna e il foglietto in mano, nel giro di ricognizione prima di scegliere quali libri comprare, sembravo un detective male in arnese;

– l’idea di distribuire qualche curriculum agli addetti s’infrange subito quando mi rendo conto che non solo potrebbe essere inutile, ma soprattutto che gran parte (ma magari mi sbaglio, me lo auguro) di quei ragazzi sono stagisti, precari, che giustamente del mio curriculum avrebbero fatto una bella palla per il proprio animaletto di fiducia, oberati come sono da richieste di aspiranti collaboratori e aspiranti scrittori; emblematico un colloquio che ho sentito, tra un’addetta e un bambino, poco più che decenne (credo) ma già convinto delle sue doti da romanziere, tanto da chiedere come fare per poter pubblicare un libro. La gentile ragazza gli ha spiegato che ogni giorno arrivano centinaia di manoscritti e che per questo motivo le case editrici si affidano alle agenzie letterarie per una prima scrematura. Sul momento ho ammirato la volontà del bambino, ma mi sono anche chiesto se non c’è una sproporzione netta tra coloro che leggono e coloro che scrivono;

– i due abissi schiacciano. Mi riferisco non ai dostoevskiani abissi del cielo e del sottosuolo, ma a quello rappresentato dai giganti della letteratura, la sola presenza dei quali sugli scaffali è sufficiente a inibire qualsiasi mia residua velleità da romanziere, e alla altrettanto frenante presenza di opere che si appellano al principio per il quale “sui gusti non si discute” per giustificare la loro presenza a una fiera letteraria. Ben lungi dallo stimolarmi a provarci (per la serie: se hanno pubblicato lui/lei possono pubblicare anche te), mi fanno capire che è bene rendersi conto dei propri limiti e non sovraccaricare di peso i poveri scaffali delle librerie, che, dal canto loro, ringrazieranno sentitamente;

– a Roma è doveroso, per chi abbia un minimo d’immaginazione, sentirsi romanzieri, innamorati o pazzi, oppure tutte e tre le cose contemporaneamente. Questo cozza un po’ con il punto precedente, perché la popolazione è milionaria (n.d.r.: come giustamente mi fanno notare in commento, quest’espressione non è molto felice, fa pensare a un’improvvisa mega-vincita collettiva al gioco; ovviamente mi riferisco, in maniera contorta, al numero di abitanti), quindi quel “doveroso” non prendetelo alla lettera. Voglio dire, in una città del genere, sulla quale si potrebbero dire tante cose in bene e in male (ma non è compito mio), la mente è continuamente sottoposta a stimoli visivi, olfattivi, tattili, insomma sensoriali, che poi penetrano nella parte di cervello rimasta ancora intatta e sono lavorati da Miss Fantasia, pronta a elaborare storie da romanzo o più brutalmente storie d’amore, quest’ultime con la particolarità che durano dai trenta secondi in giù, il tempo che passa da quando l’hai vista seduta in metro a quando è scesa alla fermata; non la vedrai mai più, non saprai mai come si chiama, che gusti ha, se legge libri, se li odia, se anche lei è stata alla Fiera o ci andrà, insomma non sai nulla, sai solo che la storia d’amore è finita dopo trenta secondi, ma va bene così;

– poi ci sono i libri, il raccolto, quello che il mio budget (frutto di tre mesi di ascetismo sociale) mi ha consentito, cioè: “La religiosa” (Denis Diderot, ed. Edizioni Clandestine), “Il bugiardo” (Henry James, ed. Giulio Perrone editore), “Signorina cuorinfranti” (Nathanael West, ed. Minimum fax), “La terza notte di Valpurga” (Karl Kraus, ed. Editori Internazionali Riuniti), libro che bramavo particolarmente, infine “Dostoevskij” (Stefan Zweig, ed. Castelvecchi), ai quali ho aggiunto, prima di partire dalla stazione Termini per tornare al paesello, “Tutti i racconti” di Nathaniel Hawthorne (Universale economica Feltrinelli);

– e poi, poi basta, ci sono altre cose che mi sono venute in mente sul treno, ma se ne parlerà, magari, in un altro articolo, perché con la Fiera e i suoi dintorni c’entrano poco o nulla.

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10 pensieri su ““Più libri più liberi 2013” – Brevi considerazioni non troppo pertinenti.

  1. Primo: gli acquisti mi piacciono molto, buone scelte – soprattutto quel Kraus mi incuriosisce. Secondo: ci ho pensato spesso alla sproporzione fra chi legge e chi scrive, chiedendomi se sia merito di un certo (in)sano egocentrismo a spingere di credere nella possibilità di buttare fuori senza ben sapere cosa hanno “buttato fuori” prima di noi. Si perché sono quasi certa che ci siano molti che scrivono, ma si guardano bene dal leggere. Ma forse sono solo la solita pessimista eh.

    • Di Kraus ho letto “Essere uomini è uno sbaglio”, raccolta di aforismi molto pungenti, ma da tempo cercavo “La terza notte di Valpurga”, scritto nel 1933, che inizia con il seguente incipit: “Su Hitler non mi viene in mente niente”.
      Passando a qualcosa di meno impegnativo, alla tua considerazione su lettori e scrittori, che pure potrebbe essere oggetto di dibattito virtuale, rispondo con questa fantastica scena di Massimo Troisi. 🙂

      • Intanto, un libro così va letto solo per l’incipit… devo dire che è favoloso, dovrebbe starsene su tutti i libri di storia da tromboni che ho dovuto leggere finora 🙂 il filmato poi… ahahah! rende l’idea, che dire… anche solo quel “Lei è intelligente? non è mica un’offesa”… fino al terzo attore che chiosa parlando del tempo. Tanto è vero, come fai a stare dietro alla stampa? impossibile. Allora mi accodo, e scrivo. Si, rende l’idea!

  2. Ti trovo cresciuto rispetto a un anno fa… Certo che sei fin troppo ottimista quando scrivi che A Roma “la popolazione è milionaria” 😀
    Verissime tutte le considerazioni, soprattutto quelle sull’effetto ispiratore della Metro. Ciao 🙂

    • Ahahah…in effetti “la popolazione è milionaria” è un’espressione infelice, adesso aggiungo una postilla tra parentesi 😀
      Adesso mi rileggo il pezzo dell’anno scorso, non lo ricordo bene, ma la tua considerazione (“ti trovo cresciuto”) mi spinge a rivedere cosa diavolo avessi scritto. 🙂

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