Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Regola n. 1: falsificare il curriculum vitae.

Digerito il pasto, che per fortuna posso ancora permettermi, mi sono messo, di buona lena, a limare il curriculum vitae, scegliendo anche un’adeguata foto da aggiungere allo stesso. Ho in mente, novello Don Chisciotte che si schianterà contro i muri della realtà, di distribuirne qualcuno alla manifestazione “Più libri più liberi”, che si terrà a Roma tra il 5 e l’8 dicembre prossimo, dove mi recherò comunque in veste di lettore appassionato. In ogni caso, la manutenzione del curriculum va fatta, almeno in ossequio ai detti popolari, mai peraltro sottoposti al vaglio della comunità scientifica, cioè i vari “chi non risica non rosica”, “tentar non nuoce” e via seguitando. Le mie buone intenzioni, però, subito si scontrano con la mia stampante, che non vuol saperne di svolgere la funzione per la quale è stata inventata dall’uomo e si ribella, scatenando in me reazioni emotive e verbali che non è bene riportare in codesto amabile salotto virtuale.

In attesa che essa, la stampante, si decida a collaborare, riporto qui sotto, a mia futura memoria, una regola base che mi ero dato qualche mese fa, quando fui contattato da un’azienda a seguito dell’invio di un curriculum, scoprendo che non sempre tutta la cura nello stilarlo è giustificata.

(Regola n. 1: “Falsificare il curriculum. Dall’omissione alla menzogna attiva”)
Tanti bei discorsi sulla maschera, sulla verità e la menzogna in senso più o meno extra – morale, sull’apparenza e la realtà, la superficie e la profondità, per poi cadere così, nel più banale dei modi. Ti chiama un’azienda, finalmente qualcuno che dà un segnale di vita. Avevi inviato il tuo curriculum solo due ore prima, e sei stupito che ti chiamino così subito. Hanno letto quali sono le tue precedenti esperienze lavorative, potresti andare bene. Ti chiedono dove vivi, se sai usare il Pc, e qui ti sorge il dubbio che non l’abbiano poi letto così attentamente, perché queste notizie le hai scritte. Sorvoli sul dubbio, non stare qui a questionare sui dettagli. Lo avevi redatto con cura quel curriculum, seguendo le indicazioni degli Esperti. Il formato giusto. Sei stato attento a non confondere le capacità sociali, quelle organizzative, tecniche, senza essere né prolisso né lacunoso hai puntualizzato dove hai appreso quel che sai fare, insomma ti sembra di avere fatto del tuo meglio, e se ti hanno chiamato forse tutta questa cura è servita, una volta tanto. Ci sei quasi, ti stanno fissando un appuntamento a Roma, non commettere errori proprio sul più bello, potrai sempre non farti assumere in sede di colloquio, perché tu lo sai che questa telefonata non ti garantisce un bel nulla. Eppure sei rincuorato, male che vada ti farai una gita fuori porta con la speranza di unire l’utile al dilettevole. E tu che fai? Ti chiedono se hai lo scanner a casa e dici di no? E allora non ti ho insegnato nulla! Cosa ti costava dire “sì”, è una parola breve quanto un “no”, ma tu hai voluto fare di testa tua e dire che non ce l’hai uno scanner a casa. Sì, lo so che ora stai provando a spiegare che lo sai usare, che non ti sembra così difficile, so anche che l’hai usato, e che a casa non l’hai perché non sapresti che fartene, ma che lo sappia io non conta, quello dall’altra parte del telefono voleva che tu dicessi “sì, ce l’ho a casa e lo uso 24 ore su 24”. Non puoi stupirti che ora ti dica che ti terrà presente per altri eventuali lavori. Meriteresti una severa punizione per questo tuo miserabile slancio di sincerità. Dobbiamo ricominciare da zero. Hai imparato a nascondere i tuoi difetti, la “maschera” l’hai studiata, e tutte le altre belle cosette che i tuoi amici intellettuali ti spiegano possono servirti anche a questo. Ora, però, ascolta un ignorante come me. Fai un salto. Passa dall’omissione alla menzogna. Impara a dire “sì” quando invece è “no”. Inventa. Falsifica il curriculum, scrivi che hai un’esperienza ventennale in una casa editrice, scrivi che sei laureato in Legge, in Lettere, in Fisica, in Biologia, in Medicina, aggiungi quanto vuoi. Dici che se ne accorgeranno subito al momento del colloquio? Può darsi, ma vuoi mettere la soddisfazione di una telefonata a prima mattina? Non ti vedo convinto. Fa’ una cosa, intanto comprati uno scanner e comincia a usarlo così, per divertimento, un giorno ti verrà utile. Pensa ai bambini che usano i fucili giocattolo. Si addestrano. Per farsi trovare pronti. Ma a te non piacevano i fucili da bambino, non puoi capire.

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