Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

28 Giugno 1914

Zweig

Nel giugno 2012 finivo di leggere “Tolstòj e Dostoevskij. Vita, creazione, religione” di Dmitrij Sergeevič Merežkovskij e scrivevo l’articolo che potete trovare su questo blog.

Sto leggendo, adesso, “Il mondo di ieri (ricordi di un europeo)” di Stefan Zweig, sul quale scriverò qualcosa nei prossimi giorni. Intanto, però, vi rendo partecipi di un brivido che ho provato nel corso della lettura, quando ho scoperto che Zweig, in quei giorni residente a Baden, stava leggendo il libro di Merežkovskij nel giugno del 1914, per la precisione il 28 giugno 1914, cioè il giorno del cosiddetto “assassinio di Sarajevo”, quando l’erede al trono austriaco Francesco Ferdinando fu ucciso da uno studente serbo, episodio che scatenò, un mese dopo, la Prima guerra mondiale.

“…già la vigilia del 29 giugno, il giorno di San Pietro e San Paolo, sempre considerato festivo nell’Austria cattolica, eran venuti molti gitanti…era una mite giornata…si attendevano le vacanze per grandi e piccini e tutti godevano, come un anticipo dell’estate intera, quella prima festa estiva…Io sedevo fuor dalla folla nel parco, intento a leggere un libro – so ancor oggi che era un’opera di Merežkovskij, “Tolstoj o Dostoevskij” – con grande interesse. Tuttavia anche il venticello fra le fronde, il cinguettio degli uccelli e la musica che mi giungeva dal parco entravano nella mia sensibilità…infatti interruppi volontariamente la lettura quando la musica cessò improvvisamente a mezzo di una battuta…alzai istintivamente gli occhi dal libro. Anche la folla, che passeggiava col fluire di una massa fra gli alberi, parve trasformarsi sostando d’un tratto nel suo andirivieni. Doveva esser successo qualcosa. Mi alzai e vidi che i suonatori lasciavano il palco dell’orchestrina, cosa ben strana, poiché il concerto soleva durare un’ora ed anche di più. Ci doveva essere una ragione per quella brusca sosta: avvicinandomi osservai che la gente si pigiava in gruppi eccitati davanti al palco dell’orchestra per leggere una comunicazione evidentemente da poco affissa. Era il dispaccio, come appresi pochi minuti più tardi, comunicante che Sua Altezza reale il successore al trono Francesco Ferdinando e la sua consorte, recatisi in Bosnia per le manovre, erano rimaste vittime di un assassinio politico”.

(Stefan Zweig, “Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo”)

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2 pensieri su “28 Giugno 1914

  1. Certo deve veramente fare effetto leggere un libro e trovare che l’autore stava leggendolo a sua volta proprio il giorno dell’attentato di Sarajevo. Del resto ci può però anche stare, visto le tue letture classiche così disparate. Isabella

    • In effetti è una coincidenza come un’altra, nulla di straordinario, ma nel momento in cui ho letto le sue parole mi sono immaginato lui che lo leggeva, il suo stato d’animo nell’apprendere quella drammatica notizia, e l’ho confrontato con la mia “tranquillità” nel leggere lo stesso testo, che per fortuna non è stata turbata da una notizia così gigantesca.

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