Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Silenzi evocativi (“lei è così”)

Lei è così

Sto leggendo il romanzo “Il capro espiatorio” di Strindberg. A un certo punto, di fronte alle parole che seguono, mi è tornata in mente una scena del film “L’idiota” di Akira Kurosawa, ispirato all’omonimo romanzo di Dostoevskij. Probabilmente il “corto-circuito” mentale è scattato solo perché oggi (vedi post precedente) è il “compleanno” dell’autore russo, o forse per qualche altro motivo che è meglio non indagare. Insomma, ecco il fotogramma tratto dal film (che vi consiglio, a me è piaciuto molto) e le parole di Strindberg.

“Libotz aveva la bocca secca, si sentiva la testa vuota, lanciava occhiate verso i campi coltivati per trovare un argomento di conversazione, mentre dentro di sé era tormentato da un processo che tuttavia non voleva sfiorare.

Dopo che i suoi pensieri per un bel po’ di tempo furono occupati dagli atti processuali, Karin trovò il silenzio fuori luogo e cominciò a provare disagio.

– Dì qualcosa, Edvard! È tremendo quando taci.

Libotz si liberò dal pensiero delle testimonianze, ma perse il controllo e nella situazione penosa disse ciò che non avrebbe mai dovuto dire, cioè: – Che cosa dovrei dunque dire?

Era la dichiarazione di bancarotta, i guanti sul tavolo, il filo era reciso. Due persone estranee camminavano l’uno accanto all’altra e pensavano, pensavano a loro come coppia, alla loro relazione, alla causa del silenzio. E, ben presto, quanto era estraneo si trasformò in qualcosa di ostile. Si sentivano infedeli, perché potevano camminare e pensare in silenzio senza dire ciò che pensavano, e più essi tacevano, peggio diventava. Nella sua disperazione Libotz afferrò una pianta dal ciglio, ed esclamò fingendo interesse: – Ma che guarda, che fiore strano!

Karin sentiva sia la finzione in quell’atteggiamento di sorpresa sia l’elemosina che egli le porgeva, pertanto non guardò e non rispose, aumentò invece solo il passo come se volesse fuggire da tutto.”

(August Strindberg, “Il capro espiatorio”)

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