Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Indagini, parte seconda (o del pettegolezzo provinciale)

Il pettegolezzo, in provincia, è tanto deprimente, perché sintomo di grettezza mentale, quanto commovente, quando tenta di affibbiare a qualcuno (per esempio a me) una ragazza, sulla scorta d’indizi puerili. Al dilettante del pettegolezzo, magari tuo parente, non pare vero di scorgerti su una spiaggia, insieme a una donna, in un atto notoriamente compromettente quale può essere una passeggiata. Sulle prime, poco importa che la suddetta possa essere un’amica di lungo corso oppure una conoscente incontrata per caso pochi minuti prima. L’amante del “Li Ho Visti Io” è fermo a 1+1=2, ignaro che in certe questioni 1+1 può essere 0, quindi, leccandosi i baffi (che spesso non ha), passerà alla fase successiva, cioè l’indagine su chi sia, anagrafe alla mano, la candidata all’altare. Sommo scoramento potrà causargli lo scoprire che trattasi di donna diversa da quella che, l’anno precedente ma sulla stessa spiaggia, accompagnava l’ignaro playboy.

(Vabbè, a farla breve ho scoperto che anche quest’estate avrò una ragazza, a mia insaputa, come narravo in un delirante articolo qualche tempo fa: https://antoniodileta.wordpress.com/racconti/indagini-su-un-porno-non-del-tutto-sospettabile/)

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