Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

“Sei pezzi facili” (Richard P. Feynman)

Feynman

“Se in qualche cataclisma andassero perdute tutte le conoscenze scientifiche, e una sola frase potesse essere tramandata alle generazioni successive, quale enunciato conterrebbe la maggiore informazione nel minor numero di parole? Io credo si tratti dell’ipotesi atomica (o fatto atomico, se preferite), cioè che tutte le cose sono fatte di atomi, piccole particelle in perpetuo movimento che si attraggono a breve distanza, ma si respingono se pressate l’una contro l’altra. In questa frase, come vedremo, c’è una quantità enorme di informazione su com’è fatto il mondo; basta usare un po’ di fantasia e di ragionamento.”

(Richard Feynman, “Sei pezzi facili”, ed. Adelphi)

“Sei pezzi facili” è la raccolta di alcune lezioni di fisica che Richard Feynman, Premio Nobel per la fisica nel 1965, tenne presso il Caltech (California Institute of Technology) nel biennio 1961 – 1962, rivolte agli studenti del primo e secondo anno di corso, riviste e limate in vista della pubblicazione. Il titolo scelto per presentarle al lettore e la stessa platea originaria fanno comprendere che non si tratta di scritti insormontabili per chiunque non abbia un po’ di curiosità e di volontà. Per quanto mi riguarda, devo ammettere che solo due mesi fa molti passaggi del libro, per quanto definiti “facili” dall’autore, mi sarebbero parsi piuttosto ardui; adesso, però, che ho letto già altri testi sugli argomenti trattati, che mi hanno almeno rinfrescato le nozioni basilari della fisica, questa lettura è risultata molto piacevole e sono curioso di affrontare “Sei pezzi meno facili”, che ho già provveduto a reperire e che dovrebbe essere meno alla mia portata.

Feynman spiega che le prime tre parti del libro sono dedicate ad argomenti di carattere più generale e da parte mia confermo che sono molto intuitive e per nulla ostiche. Nel primo capitolo si descrive che cosa debba intendersi per materia e di cosa è composta, con esempi tratti dall’esperienza quotidiana per spiegarci il comportamento delle particelle in fenomeni visibili a occhio nudo come la condensazione, la fusione, l’evaporazione, la solidificazione. Il secondo capitolo, intitolato “Fisica di base”, è una rapida descrizione degli intenti della fisica, dell’importanza dei suoi studi e delle principali tappe della sua evoluzione, il tutto in poche e mirate pagine. Nel terzo, invece, Feynman rileva la connessione inevitabile tra lo studio della fisica e quello della biologia, dell’astronomia, della chimica, della geologia e della psicologia, con opportuni esempi, mai pesanti.

La seconda parte della raccolta potrebbe risultare più ostica per chi dovesse affrontare questo libro come prima avventura nel mondo della fisica e in particolare della meccanica quantistica. Si tratta pur sempre, però, di lezioni non troppo lunghe, che non scendono in dettagli né tanto meno abbondano di formalismi matematici che appesantirebbero la lettura. Il quarto capitolo è dedicato al principio generale della conservazione dell’energia, quest’ultima poi analizzate nelle sue diverse accezioni (gravitazionale, cinetica, termica, elettrica, etc). Il penultimo è invece sulla teoria della gravitazione, a partire dalle prime scoperte sui moti dei pianeti, quindi Brahe, Keplero, Galileo, fino alla formulazione delle leggi di Newton e alla relatività di Einstein. L’ultima lezione è su un aspetto della meccanica quantistica, cioè la natura dell’onda-particella e sul principio d’indeterminazione di Heisenberg.

Una raccolta che per ovvi motivi deve tralasciare molti aspetti del mondo fisico, che peraltro Feynman ha avuto modo di studiare e divulgare in altre sue opere, ma che rappresenta un’ottima spinta per chi volesse saperne di più su ciò che ci circonda, sul significato della ricerca scientifica e sugli affascinanti e tuttora irrisolti paradossi della natura. Adesso mi tuffo nei “Sei pezzi meno facili”.

“Le cose di cui ci occupiamo nella scienza si mostrano in una miriade di forme, e con una moltitudine di attributi. Per esempio, se stiamo sulla spiaggia e guardiamo il mare, vediamo l’acqua, le onde che si infrangono, la schiuma, il movimento agitato dell’acqua, il suono, l’aria, il vento e le nuvole, il sole e il cielo azzurro, la luce; c’è la sabbia, pietre di varia durezza e stabilità, colore e consistenza. Ci sono animali e alghe, fame e malattia, e l’osservatore della spiaggia; ci possono essere persino felicità e pensiero. Qualsiasi altro luogo in natura ha una simile varietà di cose e di influenze. È sempre così complicato, in qualsiasi luogo. La curiosità pretende che ci poniamo delle domande, che cerchiamo di mettere le cose insieme e di capire questa moltitudine di aspetti come il risultato, forse, dell’azione di un numero relativamente piccolo di cose e forze elementari che agiscono in un’infinità varietà di combinazioni.

Per esempio: la sabbia è diversa dalle pietre? Cioè, non è forse la sabbia nient’altro che un gran numero di pietre piccolissime? La Luna non sarà magari una pietra enorme? Se capissimo le pietre, capiremmo anche la sabbia e la Luna? Il vento è un’agitazione dell’aria analoga all’agitazione dell’acqua del mare? Quali caratteristiche hanno in comune questi moti diversi? Quanti colori diversi esistono?”

(Richard Feynman, “Sei pezzi facili”, ed. Adelphi)

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2 pensieri su ““Sei pezzi facili” (Richard P. Feynman)

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