Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Clowns

Domani scriverò qualcosa sul libro di Adorno che sto finendo di leggere. Oggi lascio spazio a una sua riflessione, che mi ha fatto pensare ad altre parole, di Gadda, lette qualche anno fa.

“Alcuni anni fa c’è stato un dibattito sulla liceità di rappresentare il fascismo in maniera comica o parodistica senza oltraggiare le vittime. È indisconoscibile il ridicolo, il guittesco, il subalterno, l’affinità elettiva di Hitler e dei suoi col giornalismo da grancassa e coi soffioni di polizia. Ma non c’è niente da ridere. La sanguinosa realtà non era di uno spirito o di un non spirito di cui lo spirito possa farsi beffe. Erano ancora tempi felici, con angoletti riparati e sciatterie in mezzo al sistema dell’orrore, quando Hašek scriveva Švejk. Ma le commedie sul fascismo si sono fatte complici di quella folle abitudine di pensiero che lo ritiene battuto in anticipo perché si dice che i battaglioni della storia del mondo, più forti, gli stanno contro. Meno che a tutti, assumere la posizione del vincitore si addice ai nemici dei fascisti perché hanno il dovere di non essere in niente uguali a coloro che si trincerano in quella posizione. Le forze storiche che hanno prodotto l’orrore derivano dalla struttura della società in sé. Non sono forze superficiali e sono troppo potenti, così che non compete a nessuno di trattarle come se avesse alle spalle la storia del mondo e come se i duci fossero effettivamente i clowns le cui scempiaggini divennero solo in un secondo tempo simili ai loro discorsi da assassini”.

(Theodor W. Adorno, “È serena l’arte?”, in “Note per la letteratura”)

“Li associati cui per più d’un ventennio è venuto fatto di poter taglieggiare e tenere a lor posta e coprir d’onta la Italia, e precipitarla finalmente a quella ruina e in quell’abisso ove Dio medesimo ha paura guatare, pervennero a dipingere come attività politica la distruzione e la cancellazione della vita, la obliterazione totale dei segni della vita. Ogni fatto o atto della vita e della conoscenza è reato per chi fonda il suo imperio col proibire tutto a tutti, coltello alla cintola”.

 “La dedizione minorile al super-maschio, al padre, al padrone, accolse e introitò il dogma. Il dogma fallico ossia il fallo dogmatico pervenne a depositare nell’utero di talune poverine lo scodinzolante zoo, il germe della certezza canonica. “Questo e non altro”. “Questa è verità santa e tutto il rimanente è bugia”. “La Patria lo esige. Morte al Tentenna!”. Grate al padre, esso padre e padrone divenne il totem idolatrato dalla loro idolatria che non ammette disquisizione critica….giunse a far credere a codeste osannanti di essere lui il solo genitale-eretto disponibile sulla piazza, il solo cervello pensante capace di ululare dal balcone….”

 (Carlo Emilio Gadda, “Eros e Priapo”)

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7 pensieri su “Clowns

  1. laulilla in ha detto:

    Bellissime e calzanti citazioni, anche se, fra le due , mi pare più persuasiva quella di Adorno, sulla permanente minaccia che sovrasta l’umanità, per i motivi che attengono alla struttura stessa del potere, quale si è affermato nel mondo.

  2. è ancora tutto vivo, lo stiamo ancora vivendo, o è un incubo?
    e la cosa vede responsabili tutti.

  3. “Speriamo di risalire un po’. Non sarà facile, però: il guasto più profondo è quello delle coscienze. ”
    è che non ce n’è più di coscienza/e, ci s’incazza (per esempio) perché “rubano”… ma solo per l’invidia che loro possano rubare mentre tu no, è per questo che non ci si salva…

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