Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Che cos’è la Bellezza? (alcune non-risposte)

Se uno mi prendesse per il bavero e mi dicesse “ora dammi la tua definizione di ‘bellezza’ o ti mollo un cazzotto in faccia” credo che blatererei qualcosa per mettermi al riparo da ricoveri al reparto di chirurgia maxillo – facciale, senza mettermi a questionare a quale bellezza, se a quella della natura, dell’uomo, della donna, dell’universo, della cellula, a quella esteriore o interiore (che significa poi questa distinzione? No, questa è un’altra puntata), a quella con la B maiuscola o minuscola e via discorrendo. Senza la minaccia, però, invocherei il diritto al silenzio e all’ignoranza della materia.

Qui sotto, minacce a parte, riporto alcune riflessioni sulla ‘bellezza’ che ho trovato nei libri che ho letto. Si tratta di stralci presi da opere molto differenti tra loro, in alcuni casi frasi brevi, in altre più lunghe. Ovviamente non sostengo che per ciascuno degli autori citati la bellezza fosse quello che sostengono in queste frasi. Spero risulti altrettanto evidente, spero, da alcune delle frasi scelte, che bellezza non è da intendersi come migliore di bruttezza, per lo meno nel senso che… no, vabbé, non mi stanno mica minacciando, e se anche lo facessero potrei appellarmi a una di queste, che sia pure per ragioni diverse mi hanno, in un qualche modo, convinto.

  • “HAMM Ho conosciuto un pazzo che credeva che la fine del mondo ci fosse già stata. Dipingeva. Gli volevo bene. Andavo a trovarlo, al manicomio. Lo prendevo per mano e lo tiravo davanti alla finestra. Ma guarda! Là. Tutto quel grano che spunta! E là! Guarda! Le vele dei pescherecci! Tutta questa bellezza! (pausa). Lui liberava la mano e tornava nel suo angolo. Spaventato. Aveva visto solo ceneri. (pausa) Lui solo era sopravvissuto. (pausa) Dimenticato. (pausa) Sembra che questi casi non siano… non fossero così… rari.”
    (Samuel Beckett, “Finale di partita”)
  • “Decisiva, per chi veramente ama, non è la bellezza dell’amato. Anche se fu quella ad attirarli dapprima l’un verso l’altro, essi torneranno continuamente a dimenticarla in nome di altre e maggiori meraviglie, anche se per ritrovarla continuamente, e fino alla fine, interiorizzata nella memoria. Diversamente la passione. Anche la più labile eclissi della bellezza la getta nella disperazione. Poiché solo per l’amore “la bella” è il bene più caro: per la passione lo è sempre “la più bella”. Passionale è quindi anche la disapprovazione con cui gli amici si distolgono dalla novella. Inammissibile è, per loro, questo far getto della bellezza.”
    (W. Benjamin, “Saggio sulle affinità elettive”).
  • “La bellezza! Io non posso sopportare che un uomo, magari di cuore nobilissimo e di mente elevata, cominci con l’ideale della Madonna e finisca con l’ideale di Sodoma. Ancora più terribile è quando uno ha già nel cuore l’ideale di Sodoma e tuttavia non rinnega nemmeno l’ideale della Madonna, anzi il suo cuore brucia per questo ideale, e brucia davvero, sinceramente, come negli anni innocenti della giovinezza. No, l’animo umano è immenso, fin troppo, io lo rimpicciolirei. Chi lo sa con precisione che cos’è? Lo sa il diavolo, ecco! Quello che alla mente sembra una follia, per il cuore, invece, è tutta bellezza. Ma c’è forse bellezza nell’ideale di Sodoma? Credimi, proprio nell’ideale di Sodoma la trova l’enorme maggioranza degli uomini! Lo conoscevi questo segreto, o no? La cosa penosa è che la bellezza non solo è terribile, ma è anche un mistero. E’ qui che Satana lotta con Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini. Già, la lingua batte dove il dente duole…E ora veniamo al fatto.”
    (Fedor Dostoevskij, “I Fratelli Karamazov”)
  • “La bellezza è una promessa di felicità (Stendhal)
  • “Ma in questo paese la tristezza non è mai altro che un commento alla bellezza… posso pensare oggi che, avendo il volto della tristezza, si chiamasse nondimeno felicità?”
    (Albert Camus, “Taccuini”)
  • La bellezza non è altro che l’inizio del terrore.”
    (Rainer Maria Rilke)
  • “Il dolore di fronte al bello, mai più vero che nell’esperienza della natura, è tanto l’anelito verso ciò che esso promette senza però riverlarvisi, quanto sofferenza per l’insufficienza della manifestazione che lo manca nel suo volergli rassomigliare. Ciò si estende al rapporto con le opere d’arte. L’osservatore sottoscrive, inintenzionalmente e inconsapevolmente, il patto con l’opera di sottomettersi ad essa affinché questa parli. Nella ricettività giurata sopravvive lo spirare della natura, il puro abbandonarsi. Il bello naturale condivide la debolezza di ogni promessa insieme all’inestinguibilità di essa. Per quanto le parole possano rimbalzare dalla natura, tradirne il linguaggio come quello da cui esso qualitativamente si stacca – nessuna critica della teleologia della natura può eliminare il fatto che i paesi del sud conoscano giorni senza nuvole che sono come in attesa di essere percepiti. Volgendo alla fine così raggianti e sereni come sono cominciati, da essi proviene che non tutto è perduto.”
    (Theodor W. Adorno, “Teoria estetica”)
  • “Gli amanti delle prostitute
    sono allegri, gagliardi e ben pasciuti;
    quanto a me, ho le braccia a pezzi
    a forza di abbracciare nuvole!
    Grazie agli astri impareggiabili
    fiammeggianti nel fondo del cielo,
    i miei occhi consunti
    vedono soltanto ricordi di soli.
    Hai voglia a scoprire
    la fine e il centro dello spazio!
    Sento che l’ala mi si spezza
    sotto chissà quale occhio di fuoco!
    Bruciato dall’amore per il bello,
    non avrò il sublime onore
    di dare il mio nome all’abisso
    che mi servirà da tomba.”
    (Charles Baudelaire, “I lamenti di un Icaro”)
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19 pensieri su “Che cos’è la Bellezza? (alcune non-risposte)

  1. “molto bello” questo post!:)

  2. Amo moltissimo la definizione di Ranier Maria Rilke. Moltissimo.

  3. Che poi sto pensando che io riconosco bene quando provo terrore, e l’inizio del terrore, bada bene terrore, non paura, è sconvolgente veramente.

    No via troppo forte Ranier Maria Rilke. Senti anche che nome figo che c’ha, poi era innamorato, un po’ sì, un po’ no, di una gran donna. Cosa che non succede a molti poeti.

    • Sto pensando che lo sento anch’io quando sento quel terrore, e pure che un po’ mi manca (ops, scado nel privato e su un blog non è consigliabile).
      Il nome è bello, è vero, sarà Maria o la K, boh.
      Sì, però pure Beckett…e quell’altro che abbraccia le nuvole?

  4. “Possedere l’eccezionale bellezza, la bellezza eccezionale, averla conquistata, trattenerla, vuole anche dire possedere o presumere di possedere la strada verso la purificazione, vuole dire – forse – pensare di avere pagato qualche cosa per essere eccezionali. Può volere anche dire che da qualche parte si cerca il perdono, una specie di perdono per essere in possesso del potere, per usarlo in mezzo agli altri, sugli altri, qualche volta contro gli altri.

    La bellezza illumina di una strana luce bianca, tagliente, metafisica, il paesaggio sfocato della vita quotidiana. La bellezza quando appare, apre un’alta finestra dalla quale da molto, molto lontano si può vedere l’esistenza libera dal tempo e dallo spazio, con i contorni incisi nella luce immobile, acida, di una specie di ambigua verità, nella luce silenziosa dell’inspiegabile – quella luce che alla fine accelera il pensiero, quella luce purissima che sola ci consente di vivere, di vivere ancora, di sopportare la vita.

    Se qualche cosa ci salverà, sarà la bellezza.”

    (Ettore Sottsass)

    questo doveva essere un mio post, ma pazienza, te lo regalo

  5. stupende queste prospettive diverse..
    mi associo a Fatjona,
    Rilke su tutti..ma ogni riflessione a riguardo, ha qualcosa di speciale.

  6. Pingback: Alla riscoperta del Proust mai dimenticato. « Tra sottosuolo e sole

  7. Pingback: Nel labirinto dell’intelligenza (H. M. Enzensberger) « Tra sottosuolo e sole

  8. Pingback: Voluttà, affinità, carne, spirito, bordello, Mann, Dostoevskij (il titolo è più lungo dell’articolo) « Tra sottosuolo e sole

  9. Luigi Tallarico in ha detto:

    Ma interessa interrogarsi sulla bellezza per un cammino “iniziatico” di perfezionamento personale (legittimo per carità !) e quindi come “oggetto” del filosofare oppure un desiderio inconfessato di predominio sull’uomo (piacere e compiacere….) . Sono due atteggiamenti diversi che portano come si può capire a conclusioni diametralmente opposte

  10. tommy in ha detto:

    condannato ad essere vittima della bellezza
    (Filippo Berti)

  11. Pingback: “L’eleganza della verità. Storia della simmetria” (Ian Stewart) | Tra sottosuolo e sole

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