Tra sottosuolo e sole

(Non) si diventa ciò che (non) si è.

Mulholland drive (modesto tentativo di ri-comprensione)

(Premessa uno: non leggere se non si è visto il film. Premessa due: non leggere anche se lo si è visto. Premessa tre: se si decide di leggere, tenere presente che quanto segue non ha ambizioni da ‘critico’ o ‘esperto’ di chissà cosa. Sono semplici riflessioni da spettatore)

Secondo la mia personale interpretazione, nell’approcciarsi a questo film non si può prescindere dal rapporto tra sogno e realtà, dalla confusione dei due piani, dall’inevitabile influenza della seconda sulla prima, dalla distorsione onirica del materiale tratto dalla seconda. Nella consapevolezza che distinguere sogno e realtà banalizza la questione, essendo i due termini espressione del medesimo cervello pensante – corpo agente, per comodità espositiva mi atterrò alla nozione di sogno come “attività psichica che ha luogo durante il sonno”, mentre per realtà mi riferirò a ciò avviene fuori dal sonno. Ciò premesso, quanto segue non ha alcuna ambizione interpretativa di carattere assoluto, rappresenta solo e unicamente ciò che ho dedotto dalla ripetuta visione di questo capolavoro. Pleonastico dirlo, forse.

La vita REALE della ragazza (bionda) ci viene mostrata solo da un certo punto del film in poi.

TUTTA LA PRIMA PARTE È UN SOGNO di Diane (la bionda) che proietta se stessa sia in una mora (nel sogno di nome Rita) che ha il volto di colei che nella vita reale è Camilla, che in una bionda (Betty) che ha le sue sembianze (le sue, cioè della reale Diane, quella che sta sognando il tutto).

Tutti gli eventi della prima parte, all’apparenza assurdi e scollegati tra loro assumono significato solo se si entra nell’ottica del sogno, dove le personalità s’intersecano, i nomi delle persone cambiano, e io sognatore posso distribuirmi su più corpi, o al contrario concentrare su una sola figura diversi tratti caratteriali, e dove le coordinate spazio-temporali vengono meno.

Per me la storia della vita “reale” è la seguente, molto semplice in sostanza, una storia di frustrazione e di gelosia morbosa.

Una ragazza bionda, di nome Diane, aveva l’ambizione di divenire una grande attrice, invece riesce solo ad avere piccole parti, grazie all’amicizia-relazione con Camilla Rhodes, un’attrice mora di fama, che le ha “fregato” il posto da prima attrice in un film precedente. Le due sono giunte a Hollywood perché devono girare un film con un regista, e Diane si accorge che tra Camilla e lo stesso regista c’è un rapporto che va al di là della professione.

Nel corso di una cena a sorpresa a cui l’ha invitata Camilla, Diane vede chiaramente che c’è questa love story tra Camilla e il regista.

Questa cena, tra l’altro, FORNIRÀ GRAN PART DEL MATERIALE “REALE” CHE POI VIENE ELABORATO ONIRICAMENTE DALLA RAGAZZA E CHE NOI VEDIAMO NELLA PRIMA PARTE DEL FILM.

La gelosia, la rabbia, la frustrazione per i propri sogni spezzati la fanno uscire di senno e decide di assoldare un killer per eliminare Camilla.

L’incontro con il killer avviene in un bar, da “Winkie’s”. La cameriera che la serve al tavolo si chiama Betty (lo porta scritto sulla targhetta attaccata al grembiule). Questo sarà il nome che Diane riverserà su se stessa nel sogno.

Diane si accorda con il killer: quando il lavoro sarà compiuto la ragazza troverà una chiave blu sul tavolo della sua abitazione.

Un mattino Diane si sveglia dal suo sogno/incubo, trova la chiave ed è travolta da una crisi di coscienza tremenda. Rivede in un flashback la scena della cena, poi, spinta da un rimorso terrificante, decide di farla finita, prende una pistola e si spara.

Di seguito, una serie di dettagli che ho colto durante la visione del film, in maniera piuttosto frammentaria, ma che poi ho analizzato alla luce di quanto scritto sopra circa la vita “reale”, scoprendo che questo film, oltre che magistralmente diretto e carico di pathos, ha anche una terrificante struttura logico-matematica.

PICCOLI DETTAGLI SU MULHOLLAND DRIVE

  • Subito dopo il balletto dei titoli di testa, il film inizia con la soggettiva di una persona (Diane, la bionda) che sta cadendo su un cuscino.
  • La mora (che si farà chiamare Rita), scampata all’incidente nel sogno, entra in una casa e noi vediamo una signora andare via. Notare il dettaglio delle CHIAVI sul tavolo (colei che sogna, Diane, sa che le chiavi hanno un’importanza decisiva per sapere se Camilla è stata uccisa).
  • Da winkie’s: “Sogno premonitore dell’uomo”. Evidentemente è la percezione (nell’incubo che sta facendo la Diane “reale”) che qualcosa di orrendo sta avvenendo (nella realtà è avvenuto); la frase “spero di non rivederlo mai fuori dal sogno” è indicativa al riguardo, perché nella vita reale, quando Diane ha assoldato il killer, lei ha visto, in piedi vicino alla cassa, il ragazzo che nel sogno, invece, racconta il proprio sogno.
  • Mostro dietro il muro (l’orrore, la cattiva coscienza?).
  • Giro di telefonate: “la ragazza non è stata ritrovata”, “lo stesso”. Squilla un telefono con accanto alcune cicche. Si riferisce al mancato ritrovamento della ragazza uccisa (Camilla) o forse al fatto che lei (Diane) nella vita reale ha cambiato casa, oppure al suo futuro suicidio?
  • BETTY (ossia la bionda “reale” Diane) arriva a Los Angeles. Atmosfera da sogno, contrapposta alla sua amara realtà. Notare il sorriso sardonico dei due vecchi nell’auto. È il suo cattivo rapporto con i genitori?
  • Conoscenza con la signora Lenoir, detta Coco (nella realtà la persona con quel volto è la mamma del regista), che va a prendere delle chiavi…elemento che nel sogno si ripete più volte, evidentemente per il rimorso di coscienza.
  • Frase di Coco: “in questo posto vanno tutti d’accordo con me altrimenti non sarebbero qui…se ti va posso presentarti qualcuno”. Pensando alla vera identità di Coco nella vita reale, la frase assume tutto un altro significato (infatti nella vita “reale” Coco è la mamma del regista, e conoscerla può aprire porte altrimenti sbarrate. Inoltre Coco è l’unica, nella scena della cena, che mostra una pur minima comprensione per Diane, toccandole la mano).
  • Scena di Adam, che deve avere la “mentalità aperta”. “Una raccomandazione per te, Adam” (la raccomandata, pur avendo un volto diverso, si chiama CAMILLA RODHES, vale a dire il nome dell’amante del regista nella vita reale, colei che nel sogno è “la mora” Rita).
  • “Quella ragazza non è nel mio film”. “Non è più il tuo film”. Evidentemente nel sogno Diane/Betty si prende una sorta di rivincita sul personaggio Adam, al quale è imposta un’attrice. Più in generale, si noti come nel sogno il regista sia ridicolizzato, dipinto come perennemente nei guai. Evidente lo spirito vendicativo della sognante.
  • Il nano: il male, il potere di Hollywood che tutto sovrintende?
  • Scena del killer impacciato. Evidentemente nel sogno teme (spera?) che il killer reale possa essere altrettanto confusionario.
  • La mora Rita/Camilla: “Credevo che il sonno mi avrebbe aiutato, non so più chi sono”. Crisi d’identità di Betty/Diane nel sogno.
  • Nella borsa di Rita ci sono molti SOLDI e una CHIAVE BLU. “Quando ci pensi, ai soldi e alla chiave, non riesci proprio a ricordare niente?”. RIMOZIONE nel sogno di quanto è accaduto.
  • Adam trova la moglie a letto con un altro: evidente il nuovo intento vendicativo della sognante Diane/Betty, la quale riversa nel sogno l’odio che nella vita reale prova per Adam, l’amante della sua Camilla.
  • “Faremo finta di essere qualcun altro.”
  • Caffè da winkie’s: sui giornali non c’è la notizia. Indecisione, il killer avrà ucciso Camilla?
  • Cameriera con la scritta DIANE.
  • Rita dice: “DIANE POTREBBE ESSERE IL MIO NOME”. Lo è, in effetti, perché colei che sogna, non dimentichiamolo, è la bionda (Diana), che sta proiettando se stessa su due distinti personaggi.
  • Telefonata: “È STRANO CHIAMARE SE STESSI. “Non è detto che sia io”. “QUESTA NON È LA MIA VOCE MA LA CONOSCO”. “Forse il messaggio non l’ha registrato Diane…forse è UNA CHE VIVE INSIEME A TE” (il messaggio, nella vita reale, l’ha registrato Camilla Rhodes, la compagna della reale Diane, lo ritroveremo, identico nel tono e nel contenuto, alla fine del film).
  • Il cowboy (che nella vita reale, ma lo scopriremo solo alla fine, è un personaggio di passaggio alla festa) è un grimaldello che la sognante usa per avere potere decisionale, nel sogno, sul regista.
  • “Qualcuno qui è nei guai” dice l’amica di Coco. “Mi chiamo Betty” “No, non è vero” “Succederà qualcosa di terribile”. Louise è con evidenza la cattiva coscienza della sognante.
  • INTERO COLLOQUIO DI ADAM CON IL COWBOY. (“Ma l’attrice principale, quella no, non dipende da lei”). Qui può essere vista come una critica allo star system hollywoodiano o come un rimarcare da parte della sognante che, ora nel sogno, decide lei.
  • PROVINO DI BETTY, trionfale a differenza che nella realtà, dove è un’attricetta (diventa drammatico se visto alla luce dei litigi nella vita reale).
  • Betty e Rita vanno a trovare “Diane”, cioè colei che sta sognando di essere Betty. “Non si fermi, quegli uomini nella macchina”. E’ la paura dei poliziotti, che potrebbero aver scoperto la sua intenzione di far uccidere Camilla.
  • Camilla Rhodes (nella vita reale la “mora”, amante del regista), qui nel sogno è stata imposta al regista, ma non denota grandi capacità.
  • Al 12, nel sogno, c’è la scritta che rimanda a Diane.
  • Vedono uomini con pistole, valigie e una donna che esce. Prefigura un suo eventuale arresto?
  • “…scambiato appartamento e Diane è al 17”.
  • “È già un po’ che non si vede in giro”. “Vengo con voi, devo recuperare delle cose mie”.
  • Ritrovamento del cadavere. Presentimento della SUA STESSA MORTE?
  • “Ho capito cosa devi fare, ma lascia fare a me”. Diane, nel sognare, cerca di “introiettare in sé” l’amica fatta uccidere, nella “realtà”, e per farlo la rende bionda. “SEMBRI UN’ALTRA PERSONA” (sembra lei). Inizia il processo d’integrazione delle personalità.
  • Scena lesbo. “E’ più comodo del divano”. Rileggere questa scena alla luce della vita vera.
  • “Grazie per tutto”. “buonanotte, dolce Betty”. VISIONE EDULCORATA della realtà, che invece è totalmente diversa. Addirittura nel sogno l’iniziativa è della mora.
  • Silencio, silencio, silencio…
  • A teatro: “È TUTTO REGISTRATO, È TUTTO UN NASTRO, È SOLO UN’ILLUSIONE”. (punto decisivo per comprendere il film, la scena del teatro).
  • BETTY trema, forse sta realizzando che non vedrà più Rita/Camilla perché l’ha fatta uccidere. Piange.
  • SCATOLA BLU (chiave interpretativa). Betty scompare dal sogno.
  • L’ex-mora, a casa, prende la CHIAVE e la inserisce nella SCATOLA BLU.
  • RITORNO ALLA REALTÀ.
  • “Ehi bella ragazza è ora di svegliarsi” dice il cowboy nel sogno a Diane/Betty che vede se stessa così come si era vista prima, nella stessa posizione.
  •  Riapre la porta dopo 3 settimane, la vicina (anche sua ex?) si riprende piatti e posacenere, proprio come lei aveva sognato che accadesse nel sogno. CHIAVE BLU sul tavolo. “Quei due detective sono passati di nuovo a cercarti”. Ripensare a Rita che nel sogno vuole evitare la vista di due uomini in auto.
  • “Camilla sei tornata”. Lo stato di allucinazione le fa sperare/credere in un ritorno di Camilla.
  • Sveglia, consapevole di quanto accaduto, Diane ha una serie RICORDI relativi agli eventi che hanno preceduto il sogno.
  • Squilla un telefono con accanto delle sigarette: “Ciao sono io, lasciate un messaggio” Camilla le dice che una macchina sta aspettando sulla Mulholland drive 6980. QUESTA TELEFONATA SPIEGA QUELLA CHE ABBIAMO VISTO NEL SOGNO, NELLA PRIMA PARTE.
  • DIANE in auto. “Che sta succedendo, non dobbiamo fermarci qui…è una sorpresa”. Evidentemente questo episodio dell’auto Diane lo riverserà nel sogno (scena che noi abbiamo visto a inizio film).
  • Camilla (la mora) parla a Diane (bionda) di “scorciatoia” e di “sentiero segreto”. La stessa strada, nel sogno, la percorre la “mora” all’inizio del film.
  • Scena alla villa del regista, che svela a noi i reali rapporti sociali tra i protagonisti.
  • Regista (e mamma “Coco”) + Camilla (mora), amanti.
  • A tavola, alla destra di Diane, c’è un uomo che appariva nella scena del killer incapace.
  • La zia di Diane, che nel sogno le lascia la casa, nella realtà è morta.
  • Diane e Camilla si sono conosciute sul set di un film precedente, allorché CAMILLA EBBE LA PARTE CHE VOLEVA DIANE.
  • Uomo con sguardo “torvo”: nel sogno era uno di quelli che nel sogno impone, nel corso di una riunione surreale, il nome dell’attrice al regista.
  • Una bionda arriva vicino a Camilla e la bacia: sarà colei che nel sogno (da noi già visto) si chiamerà Camilla e sarà raccomandata.
  • Un uomo con cappello da cowboy passa sullo sfondo, uscendo da dove è entrata la donna che ha appena baciato Camilla. Per associazione, a lui nel sogno sarà affidato il ruolo di umiliare il regista.
  • Al bar, Diane nota la targhetta sulla maglia della cameriera, c’è scritto “Betty”, nome che assumerà nel sogno. E’ con il killer che ha assoldato per uccidere Camilla. Gli dice: “È LEI LA RAGAZZA”, frase che nel sogno era usata per la raccomandazione.
  • CHIAVE BLU del killer “Quando tutto sarà finito troverai questa dove ti ho detto”
  • VEDE IL RAGAZZO che nel sogno RACCONTAVA L’INCUBO.
  • Gli ultimi 5-7 minuti sono il delirio finale di Diane, che alla fine, come aveva precedentemente sognato, prende la pistola e si spara.
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12 pensieri su “Mulholland drive (modesto tentativo di ri-comprensione)

  1. Mrs. Nygma in ha detto:

    Mulholland Dr. è uno di quei film che, una volta capita la logica, lascia lo spettatore più stupefatto di prima. Comunque molto bella la spiegazione (per caso ce n’è anche una di Donnie Darko? 😀 )!

  2. Non per fare complimenti, ma questa spiegazione è migliore di quella di molti alti “critici”, che tirano in ballo mondi paralleli e altre cacchiate del genere. Attraverso la tua profondita analisi di tutti i dettagli emerge chiaramente come si tratti di un sogno compensativo + triste realtà, proprio perché come hai già spiegato benissimo tu c’è un ribaltamento tipico del sogno quasi di tutto…
    Quella brava e sulla via del successo è Diane, mentre nella realtà il successo sta sorridendo all’altra e così via all’infinito… Sono tutti i desideri di Diane che si realizzano nel sogno…
    La stessa struttura la possiamo trovare anche nel bellissimo Strade Perdute, solo che lì prima c’è la “realtà” imbevuta ovviamente di riferimenti onirici, e poi viene il sogno palesemente compensatorio di lui che sogna di essere amato da tutti e di avere la donna del suo capo (anche qui lei cambia colore di capelli!)
    Vivi complimenti: è inutile attaccarsi al relativismo perché Lynch non dà spiegazioni, l’interpretazione giusta è solo questa…

    • Mi sono letto tante interpretazioni su “Mulholland drive”, ma dopo averlo visto varie volte mi sono convinto che la mia è questa, il che non significhi che sia quella esatta. Grosso modo, però, me la faccio bastare, non inseguo riferimenti di altro tipo, che ho trovato in alcuni commenti di altri appassionati di Lynch. A quanto pare, la pensi come me.
      Su “Strade perdute” ho avuto qualche dubbio in più a far quadrare il tutto, lo trovo meno ‘completo’, ma anche la mia intepretazione è che si tratti, anche lì, di un sogno che compensa una realtà amara. L’ho visto, però, ‘solo’ due volte, non sono arrivati ai livelli maniacali che ho raggiunto per “Mulholland drive”…

      • Sì, sì, anche io ho letto di tutto in proposito, ma alla luce della visione anche della sua filmografia (e anche di Twin Peaks) e anche del fatto che Lynch fa meditazione trascendentale che è utile proprio a tirar fuori dall’inconscio i sogni, indubbiamente l’interpretazione più corretta è questa.
        Sì, forse hai ragione che strade perdute è ancora un po’ più criptico, però in poche parole c’è sempre una rimozione, stavolta nella prima parte, in cui arrivano le famose vhs a casa… Lui vede che in quelle cassette che uccide lei, ma non se lo ricorda perché ha rimosso! Il Mister X rappresenta l’inconscio che è resta “a casa sua” anche mentre lui è lì e ci parla al telefono appunto… Il collegamento tra le due parti avviene attraverso il corridoio buio che percorre poco prima di uccidere la moglie e poi ovviamente attraverso i forti mal di testa che ha in cella.
        Nella seconda parte invece a un certo punto c’è un graduale crollo del mondo del sogno compensatorio: si sente ad esempio la musica jazz che lui suona all’inizio, lei comincia ad avere lo smalto nuovamente nero e alla fine gli dice addirittura che non riuscirà mai ad averla, così come inizialmente lui ha seri problemi a letto. A quel punto infatti crolla tutto il sogno e la “casa” nel deserto (che sarebbe la loro casa) brucia con tutto Mister x annesso, che sarebbe l’inconscio… E si ritorna daccapo ai titoli iniziali con David Bowie, ma soprattutto alla frase Dick Lorant è morto: è la parte di se stesso che ha preso coscienza che lo dice a quella che ha rimosso l’omicidio della moglie… E’ come la chiave blu di Mullholland insomma!

        Alla luce di ciò ho la certezza che anche Mullholland sia come lo descrivi tu

      • Condivido, e ti dirò di più, mi hai fatto venire voglia di rivedermi anche “Strade perdute”, eheh…:)

  3. Ne vale la pena, sicuramente, anche quello va visto più volte! Ovviamente, dato che ci sono un sacco di bei titoli nella tua apposita sezione e che sembri un appassionato, sei benvenuto sul mio blog di cinema quando hai tempo (da perdere)

    Un saluto,
    Emerald

    • Sono già passato per il tuo blog e tornerò con calma, non appena avrò aggiunto qualcosa alle mie pagine. Sono nuovo e sto scoprendo lentamente le potenzialità di wordpress. (in certi casi il tempo si perde volentieri)

      Ciao,

      Antonio

  4. koraday1574 in ha detto:

    Reblogged this on koraday.

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